Tutte Le Strade del Vino in Sicilia

Le strade del Vino in Sicilia e i possibili Itinerari

 

I vini siciliani sono apprezzati in tutto il mondo ed esportati con successo in mercati proficui come Canada e Cina.

Chi invece si trova in Sicilia può gustare le diverse tipologie di vini direttamente in loco attraverso le Strade del Vino. Scopriamo insieme cosa sono.

Cosa sono le Strade del Vino

Le strade del vino, istituite nel 1999 al fine di valorizzare

i territori a vocazione vinicola, rappresentano uno strumento concreto per mettere in mostra determinati paesaggi naturali, perfettamente integrati con la produzione dei vini e dell’uva.  Più in particolare

Le ‘strade del vino’ sono percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, lungo i quali insistono valori naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole singole o associate aperte al pubblico; esse costituiscono strumento attraverso il quale i territori vinicoli e le relative produzioni possono essere divulgati, commercializzati e fruiti in forma di offerta turistica. Inoltre,

Le attività di ricezione e di ospitalità, compresa la degustazione dei prodotti aziendali e l’organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, svolte da aziende agricole nell’ambito delle ‘strade del vino’, possono essere ricondotte alle attività agrituristiche.

 

Le 12 Strade del Vino Siciliane e gli itinerari

Dal 1999 ad oggi sono state istituite ben 12 strade del vino in Sicilia, eterogeneamente distribuite all’interno del territorio isolano.

La Strada del Vino della Provincia di Messina fa della Malvasia il suo prodotto di punta.

La Strada del Vino dell’Etna, che si sviluppa intorno al vulcano più grande d’Europa, ha nel Nerello Mascalese la qualità di vite più pregiata.

La Strada del Vino del Cerasuolo di Vittoria invece, comprende tutta la fascia sud orientale della Sicilia, comprendendo le province di Ragusa e Siracusa, tra le bellezze barocche Patrimonio Unesco.

La Strada del Vino dei Castelli Nisseni, nel cuore della Sicilia, è famoso per far apprezzare il Nero Nisseno.

La Strada del Vino delle Terre Sicani, corre tra la Valle dei Templi e tutta la provincia di Agrigento.

Nella provincia trapanese, tra Erice e Marsala si sviluppa la Strada del Vino Alcamo Doc, vantando le produzioni DOC Terre d’Occidente e Val di Mazara.

E ancora, La Strada del Vino Erice Doc, La Strada del Vino sul Percorso della Targa Florio, La Strada del Vino Val di Mazara, La Strada del Vino Val di Noto, La Strada del Vino Marsala- Terre d’Occidente, 

Infine, non poteva mancare la Strada del Monreale Doc, all’interno della provincia palermitana, in cui il Cataratto è senza dubbio alcuno il vino più apprezzato.

 

La Strada del Vino della Provincia di Messina

A nord il Mar Tirreno e ad est il Mar Ionio, la provincia di Messina abbraccia diversi paesaggi, tra il mare e le montagne del Parco dei Nebrodi e i Monti Peloritani.

Sono tre gli itinerari disponibili all’interno del della Strada del Vino Provincia di Messina: l’itinerario Mamertino; l’itinerario Faro; e l’itinerario Malvasia di Lipari.

Il primo è alla scoperta del Mamertino Doc, bianco o rosso dalle antichissime origini romane, coltivato prevalentemente lungo il versante tirrenico della provincia di Messina. Il secondo itinerario si snoda invece lungo le colline che guardano lo stretto, dalle quali si produce il Doc Faro. Ed infine l’itinerario delle Isole Eolie, da Alicudi a Stromboli, da Vulcano a Lipari, passando per Stromboli Filucudi e Salina alla scoperta del Malvasia e della sua produzione, immutata nei secoli, vero segreto di questo eccezionale vino.

La Strada del vino dell’Etna

Le caratteristiche climatiche che si riscontrano intorno all’Etna, il vulcano più grande d’Europa, fanno si che anche le viti piantate in questi terreni diano frutti di incredibile valore. La strada del vino dell’Etna, che si dirama neanche a dirlo, proprio intorno al vulcano, avvolgendolo a 360 gradi, attraversa paesaggi diversi, dai territorio costieri alle località più interne.

Diversi sono gli itinerari percorribili all’interno di quest’area: si può effettuare un’escursione alla scoperta dei Castelli, partendo da Motta Sant’Anastasia,Paternò e Adrano, in cui poter ammirare anche il famoso Ponte Saraceno.

Altri itinerari possono includere escursioni sulla costa, forgiata dalle eruzioni laviche precedenti, ben visibili ad Aci Castello e Acitrezza, per poi addentrarsi all’interno dei territori di Zafferana, Milo e Sant’Alfio.

Un’altra tipologia di visite può essere effutuata all’interno dei Comuni della fascia montana, come Nicolosi, Bronte, Trecastagni e Randazzo.

Qualsiasi scelta farete, è qui che prende corpo l’Etna Doc, dai vitigni del Nerello Mascalese, Nerello Mantellato, il Carricante e il Cataratto.

 

La Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria

Il Cerasuolo di Vittoria Docg  viene coltivato in un’ampia area territoriale della Sicilia sud orientale, tra il barocco Patrimonio Unesco e le splendide spiagge siciliane. La sua composizione  varia da una proporzione dal 30% al 50 di Frappato e dal 50% al 70% di Nero d’Avola.

Gli itinerari che qui si possono effettuare hanno un incredibile valore culturale: Ragusa Ibla, Modica, Scicli, il Castello di Donnafugata, Caltagirone, Militello in Val di Catania racchiudono incredibili scenari architettonici, scintillanti nel loro barocco. Ma non sono da escludere esperienze all’interno di paesi forse meno conosciuti, come Chiaramonte Gulfi, che tuttavia conservano ancora oggi una grande trazione culinaria, abbinata all’eccellenza dei prodotti locali: il cioccolato di Modica, i formaggi tipici ragusani, l’olio ibleo, carote, cipolle carrube e molto altro ancora. Tutto abbinato con un eccelso calice rosso di Cerasuolo di Vittoria.

La Strada del Vino dei Castelli Nisseni

All’interno del cuore della Sicilia, nei paesaggi tipici dell’entroterra siculo, la Strada del Vino dei Castelli Nisseni, propone di far  apprezzare tre diverse tipologie di vino tra i comuni di Riesi e Mazzarino, tra i quali si concentrano le produzioni del Cerasuolo Docg, Il Contea di Sclafani Doc  e il Riesi Doc.

La centralità della zona permette di raggiungere alcune tra le località più rinomata della Sicilia, come la Villa del Casale di Piazza Armerina e la Valle dei Templi di Agrigento, entrambe dichiarate Patrimonio Unesco.

La Strada del Vino delle Terre Sicani

Nella parte sud occidentale della Sicilia, all’interno della provincia di Agrigento, La Strada del Vino delle Terre Sicani consente di ammirare paesaggi unici, fortemente impregnati di storia, ricavati in paesaggi naturali di rara bellezza in cui la fertilità del terreno concede anche qui una straordinaria qualità organolettica alle viti. I comuni di Menfi, Sambuca, Montevago e Santa Margherita Belice sono i protagonisti delle produzioni vitivinicole della zona, spesso accompagnate da ottimi formaggi locali, come la Vastedda del Belice o il Pecorino Siciliano Dop.

La Strada del vino Alcamo doc

La strada del vino Alcamo doc mira alla valorizzazione di un territorio non assai ampio, ma di indiscusso valore per la qualità delle proprie viti. Rientrano all’interno di questo i comuni di Castellammare del Golfo, Gibellina, Calatafimi, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Partinico, Monreale, Camporeale e Monreale.

Il vino prodotto ha origine antichi, che risalgono al XVI secolo, ed oggi viene presentato in 19 tipologie diverse, dai bianchi ai rosati fino allo spumante.

Un itinerario che non vi deluderà può comprendere la visita ai Castelli, tra il Castello di Calatubo e il Castello dei Conti di Modica (Alcamo), Castello Inici e il Castello arabo Normanno (Castellammare del Golfo), il Castello di Calathamet e il Castello Eufemio (Segesta).

 

La Strada del Vino Erice DOC.

Non poteva mancare la Strada del Vino d’Erice Doc, un’area a forte vocazione vitivinicola grazie alla particolare conformazione del suo territorio collinare a pochi passi dal Mare di Sicilia. Questo connubio conferisce alle viti delle qualità organolettiche di rara qualità che danno vita all’Erice Doc.

Anche qui gli itinerari realizzabili hanno un eccezionale legame con il territorio e con la storia, che ha lasciato in eredità grandi tracce del suo passato. Si pensi a Segesta e Selinunte, custodi di alcuni dei templi greci più belli al mondo. O alla bellissima Riserva dello Zingaro, in cui si aprono gli scenari di Scopello e San Vito Lo Capo.

Tra questo connubio, si inseriscono numerose tradizioni enogastronomiche come il pesce, l’olio e ovviamente il sale, che qui viene prodotto nelle numerose saline.

Da cornice non può mancare il Vino Erice Doc.

 

La Strada del Vino Marsala – Terre d’Occidente

Il Marsala è uno dei vini siciliani che ha registrato maggiore fortuna all’estero, rinomato e apprezzato in tutto il mondo.

La zona di coltivazione delle viti si estende nella parte occidentale della Sicilia, intorno alla città di Marsala, in cui la coltivazione dell’uva da vino era conosciuta già dalle popolazioni autoctone.

Ciò che ha fatto la fortuna di questo vino, oltre alla sua rinomata qualità, la possibilità di esportarlo all’estero già nel 1700, per opera di J. Woodhouse, un commerciante inglese che, dopo averne assaggiato un bicchiere, decise di esportarlo in Inghilterra. Il successo fu immenso e in pochi decenni il Marsala era bevuto anche in Sud America e Australia.

Le uve bianche del Marsala Doc, che rappresentano senza dubbio il prodotto agrario con più coltivato della zona,  sono Il Cataratto, il Damaschino, l’Inzolia e il Grillo. Le uve rosse invece il Nero d’Avola, il Nerello Mascalese e il Pignatello Calabrese.

Da queste si possono ricavare ben 5 tipologie diverse di Marsala:

Il Marsala Superiore (due anni d’invecchiamento), Il Marsala Superiore Riserva (quattro anni), Il Marsala Fine (un anno), il Marsala Vergine Soleras (cinque anni) e il Marsala Vergine Soleras (dieci anni). Tutti questi vini avranno una gradazione alcolica non inferiore ai 17 gradi.

Gli itinerari percorribili anche qui spaziano all’interno della provincia di Trapani, passando per la Laguna dello Stagnone, Mozia e le splendide Isole Egadi.

 

La Strada del Vino Monreale Doc

Alle spalle della città di Palermo, tra i comuni di Roccamena, Santa Cristina Gela, Corleone, San Cipirello, San Giuseppe Jato e Camporeale oltre ovviamente a Monreale, vengono coltivate le viti che daranno corpo al Monreale Doc, bianco (Catarratto e Ansonica o Inzolia, minimo 50%) rosso (Calabrese o Nero d’Avola e Perricone minimo 50%) e rosato (Nerello Mascalese, Perricone e/o Sangiovese, minimo 70%). In tutto, il Monreale Doc è presente in ben 18 varianti.

 

 La Strada del Vino sul Percorso della Targa Florio

Nella parte settentrionale della Sicilia troviamo, all’interno di un’area che comprende i comuni Cefalù, Cerda, Sclafani Bagni, Campofelice di Roccella, Caltavuturo, Vallelunga Pratameno e Valledolmo la Strada del Vino sul Percorso della Targa Florio.

Proprio a ridosso del Parco delle Madonie, le preziose uve danno vita al Contea di Sclafani (Bianco, Rosso e Rosato) per un totale di 21 varianti.

A questo si aggiunge l’Igt Fontanarossa di Cerda.

 

Strada del Vino Val di Mazara

I comuni di Mazara del Vallo, Salemi, Campobello di Mazara e Petrosino costituiscono le tappe principale della Strada del Vino Val di Mazara. E’ un territorio fertile e d’antiche tradizioni, che ha da sempre conosciuto una mistura di popolazioni, ponte tra Europa e Africa.

Il Doc che qui si potrà degustare è il Il Delia Nivolelli bianco e rosso, per 16 differenti varianti. Anche qui la produzione del Marsala è abbondante.

Altri vini presente all’interno di questa strana sono il Grillo, il Cataratto, il Damaschino, l’Inzolia, il Grecanico, il Nero d’Avola e il Pignatello.

La zona presenta numerosi motivi turistici, così da poter comprendere all’interno del proprio itinerario diverse tipologie di visite, da quelle naturali a quelle archeologiche, senza dimenticare alcuni percorsi enogastonomici a base delle pietanze locali, come il Pane Nero di Castelvetrano e la Vastedda del Belice.

 

Strada del Vino del Val di Noto

Se all’ombra dell’esaltante Barocco  Patrimonio Unesco volete allietare il vostro palato, non potete non degustare almeno uno dei tre tipi di Doc qui presenti: il Siracusa Doc, il Noto Doc e l’Eloro Doc, tutti prodotti dai vitigni Moscato e Nero d’Avola.

La Strada comprende i comuni di Avola, Ispica, Noto, Pachino, Rosolini e Palazzolo Acreide.

Gli itinerari spaziano tra ambienti naturali unici nella loro bellezze, tra le spiagge di sabbia candida,La Riserva di Vendicari, fino a Porto Palo e Isola delle Correnti, e contesti architettonici di indiscusso valore, che fanno della Val di Noto un ambiente magico.

nerisi sicilia

La rinascita del grano antico siciliano e il progetto Nerisi

La Sicilia è da sempre stata terra eletta per la produzione del grano duro, ed in piccola parte anche di quello tenero. Non a caso per i romani la Sicilia era il “granaio d’Italia”, fonte del grano più pregiato.

A quei tempi i contadini tramandarono i semi di padre in figlio e con quei semi coltivarono le terre siciliane per centinaia di anni. Attorno agli anni ’40, però, le cose cambiarono: le multinazionali iniziarono a mettere gli occhi su queste meravigliose terre, erogando contributi economici per tutti coloro che si dimostrassero propensi a coltivare le loro sementi. Questo è stato uno dei motivi che ha portato, pian piano, all’abbandono delle vecchie varietà di grano, che solo pochissimi coltivatori hanno continuato a coltivare e dunque a tramandare.

 

Fino a qualche anno fa queste vecchie varietà, a confronto di quelle moderne, venivano sempre screditate per diversi motivi: producevano nettamente meno rispetto alle varietà moderne, lo stelo lungo rende più complicata la raccolta, l’impasto che ne deriva è molto meno elastico e così via.

Negli ultimi anni si è assistito però ad una tendenza completamente opposta, che sta mettendo sempre più in risalto tutte le ottime caratteristiche organolettiche di questi grani antichi, che a causa delle leggi di mercato erano passate nettamente in secondo piano.

 

In questo senso diverse realtà si stanno muovendo per sensibilizzare i consumatori sulle pregiate qualità dei grani antichi: tra queste spicca il progetto Nerisi , azienda fondata da due giovani siciliani. Nerisi è un progetto che vuole dare massima visibilità ai grani antichi siciliani, garantendo non solo un’ottima materia prima di partenza, ma anche un’eccellente trasformazione del grano in farina. La trasformazione per i grani antichi a marchio Nerisi, infatti, è garantita solo tramite i vecchi molini a pietra, perché è solo in questo modo che il grano non viene stressato ed impoverito di nutrienti come accade con le moderne tecniche di trasformazione. Ma non solo: obiettivo importantissimo di Nerisi è quello di fare informazione, di trasmettere i valori che questi grani antichi portano con sé, sia a livello nutrizionale che sociale.

 

Infatti, il valore sociale dei grani antichi siciliani è enorme, perché potrebbe permettere alla Sicilia di riemergere, puntando su un prodotto di qualità, che fa bene alla salute e che è sempre più ricercato da chi vuole mangiare bene e sano.

5 idee su cosa fare durante l’autunno siciliano

Credi che l’autunno sia un pò noioso? Forse si, ma non in Sicilia!

Messa l’estate alle spalle, inizia un’altra stagione che in Sicilia è particolarmente divertente, interessante e sfiziosa.

Le giornate, seppur più corte, rimangono miti e prevalentemente soleggiate così da permettere diverse iniziative in tutta la regione.

Un’escursione all’interno dei boschi di Sicilia è sicuramente una buona idea per trascorrere una giornata spensierata: sono diverse infatti le aree attrezzate che permettono di improvvisare barbaque all’aria aperta.

A seconda della località sarà possibile addentrarsi tra la vegetazione che in questo periodo inizia a dare i frutti tipici: le castagne, emblema della stagione autunnale si trovano con gran facilità un po’ in tutta la Sicilia. Più difficile invece sarà trovare i prelibati funghi porcini, oggetto del desiderio  di migliaia di appassionati che durante il week-end setacciano decine di kilometri per riuscire a scovarli.

Alcune Riserve permettono escursioni a cavallo, con quad, trekking e in mountain bike. Altre invece ospitano I Parchi Avventura, motivo di divertimento per grandi e piccoli. Alcune associazioni inoltre organizzano escursioni e pernottamenti  all’interno delle Riserve o dei Parchi Naturali.

Un ulteriore consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di restare sempre aggiornati sulle sagre di paese organizzate in questo periodo. In diverse località si può imbattere in spettacolari e gustose sagre cittadine, con esposizioni di stand, prodotti tipici, degustazioni, animazioni e molte altre attività che possono durare per più giorni di seguito.

E ovviamente…attenti al vino. In questa stagione infatti il vino novello viene stappato dopo il periodo di riposo. Molte cantine, alcune di fama internazionale, organizzano giornata informative all’interno dei propri locali, ovviamente accompagnate dall’ottimo vino siciliano. In Sicilia inoltre contiamo ben 7 Strade del Vino, associazioni volte alla promozione del territorio e dei prodotti attraverso itinerari tematici che consentono al visitatore di venire a contatto con nuove e interessanti realtà locali.

Infine, l’autunno siciliano può essere un buon periodo per visitare i grandi reperti archeologici che abbiamo ereditato dalle civiltà antiche. Le zone in cui si trovano importanti i resti archeologici, sono spessotroppo calde e soleggiate durante il periodo estivo. La frescura autunnale invece, diventa un comodo alleato durante queste escursioni di eccezionale valore culturale, alla scoperta di ciò che conobbe in passato la Sicilia.