L‘Unità d’Italia in Sicilia

Il sentimento di rivalsa nei confronti dei Borboni fu tale da spingere Garibaldi a sbarcare a Marsala, nel 1860, a capo di un esiguo numero di valorosi patrioti, che riuscirono a riportare le decisive vittorie di Calatafimi e Milazzo. Il Plebiscito del 21 ottobre sancirà l’unione al Regno d’Italia.

Il periodo post-unitario rivelò però il grave deficit economico a cui la Sicilia doveva far fronte: inoltre le politiche emanate a livello centrale non fecero che aggravare ulteriormente la situazione. Iniziarono così grandi esodi della popolazione contadina che non riusciva più a ricavare proventi dall’agricoltura, affossata dai dazi protezionistici.

Stati Uniti, America latina, Belgio, Germania, Australia sono solo alcune delle mete che videro migliaia di siciliani cercare nuove opportunità. Al fenomeno delle emigrazioni, si affiancò quello del brigantaggio, anche se già in parte esistente in passato.

Le rivolte contadine, fomentate dalle fame della popolazione, trovarono un tragico epilogo nella Rivolta del sette e mezzo, sedata con le armi dall’esercito italiano.

I vari governi centrali che si su cedettero fino alla prima guerra mondiale non riservarono troppe attenzioni alle problematiche meridionali, incentivando le politiche di emigrazione della popolazione del mezzogiorno. Ne conseguì che il divario tra il nord, che nel frattempo potenziava le infrastrutture e le proprie industrie, e il sud si allargò inesorabilmente.

Le guerre mondiali in Sicilia

Alla fine del primo conflitto bellico mondiale, le politiche dettate dal regime fascista furono indirizzate a far risorgere l’agricoltura siciliana: i risultati furono discreti, ma il ritorno alle armi compromise qualsiasi speranza di ripresa dell’economia siciliana.

Gli Stati Uniti decisero di sbarcare a Gela per risalire l’Italia, nella famosa campagna Husky nel luglio del 1943. L’ultima città liberata fu Messina, 38 giorni dopo lo sbarco.

Per sedare le rivendicazione separatiste risorte con vigore al termine della seconda guerra mondiale, la Sicilia venne definita Regione Autonoma il 15 maggio del 1946, con l’approvazione dello Statuto speciale, il quale conferisce al governo regionale poteri esclusivi su alcune materie, tra le quali il turismo, beni culturali e agricoltura.