L’età moderna in Sicilia

Nel 1535 venne accolto trionfalmente Carlo V, che in quegli anni condusse vittoriose campagne navali contro i pirati di Algeria. Ciononostante, il periodo di dominazione spagnola è passato alla storia per le sofferenze che la gente fu costretta a patire: i moti di rivolta furono frequenti e drammatici, nel 1647 Palermo insorse, ma senza troppa fortuna. Messina invece, nel 1674, riuscì ad ottenere aiuti anche da Luigi XIV; aiuti che tuttavia si rivelarono vani.

Nel 1693 un terribile terremoto, in concomitanza con un eruzione dell’Etna che finì la sua corsa nelle acque del Mar Ionio, scosse la parte orientale dell’isola. Gran parte delle città del versante est furono rase al suolo.

La ricostruzione dei grandi palazzi e chiese avvenne con un ricco ed elegante stile, il Barocco, che oggi contraddistingue la maggior parte delle costruzioni di Catania e della cosiddetta Val di Noto, comprendente comuni delle province di Catania, Siracusa e Ragusa. Nel 2002 queste località sono entrati a far parte nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Il Regno delle Due Sicilie

Nel 1713 venne stipulato il trattato di Utrecht, il quale prevedeva una serie di accordi che riordinarono l’assetto geopolitico di tutta l’Europa. La Sicilia venne ceduta ai Savoia, con Vittorio Amedeo II proclamato Re il 24 dicembre a Palermo. Durante i pochi anni di governo savoiardo, si tentò di dare nuovo impulso all’economia siciliana oltre alla costruzione della flotta mercantile e bellica. Tuttavia, in seguito alla sconfitta degli spagnoli contro la cosiddetta quadruplice alleanza, la Sicilia fu ceduta agli Austriaci in cambio della Sardegna  (1720). Ma anche il periodo austriaco ebbe breve durata: nel 1734, con la vittoria decisiva nella battaglia di Bitonto Carlo di Borbone mette in fuga la casata asburgica per diventare, nel 1735, Re delle due Sicilie. Sotto il governo di Carlo III si ebbe una parziale ripresa dell’economia, soffocata per lunghi anni dagli elevati tributi del periodo austriaco. A questo si aggiunse il tentativo di ridurre il potere del clero, con la riduzione dei poteri dell’Inquisizione e l’espulsione dell’ordine dei gesuiti.

Alla morte di Carlo III, gli succedette il figlio, Ferdinando III. Il monarca, di fatto, giunse in Sicilia soltanto nel 1798, a causa dell’intervento delle truppe napoleoniche verso Napoli. A lui si deve la creazione del Parco della Favorita. Nel 1812, invece, l’ Assemblea costituente formula a Palermo una nuova Costituzione, con la creazione della Camera dei Pari e dei Comuni, derivante dal modello inglese. Proprio gli Inglesi, infatti, in quel periodo usarono la Sicilia come avamposto per la guerra contro le truppe napoleoniche.

Nel 1816 viene sconfitto l’esercito francese a Napoli e Ferdinando può rientrare nella città partenopea, stracciando la Costituzione siciliana e formando di fatto il Regno delle due Sicilie. Il governo, fortemente centralizzato, provocherà un malcontento diffuso nella regione: si susseguono periodi di moti popolari e rivendicazioni di indipendenza. Nel 1848, guidati da Rosolino Pilo e Giuseppe La Masa, i cittadini di Palermo insorgono contro le truppe di Ferdinando II, provocando un effetto domino in tutte le altre parti d’Italia.