Cosa vedere a Trecastagni

Dove si trova Trecastagni

Trecastagni vanta una posizione invidiabile per la sua vicinanza a Catania, alla zona acese e per la facilità d’accesso a quote più alte sul vulcano.

E’ una cittadina discreta e tranquilla, utile per chi cerca un appoggio per qualche giorno nelle Sicilia orientale potendo vantare ottime strutture e alcuni dei ristoranti migliori dell’intero hinterland catanese.

Trecastagni


Il suo nome sembra derivi da tre Santi, Sant’Alfio San Cirino e San Filadelfio martiri e protettori della città (Tre casti agni, i tre casti agnelli, l’emblema del sacrificio cristiano).

La città conta alcune chiese di sicuro valore, come la grande Chiesa Madre, una basilica con tre navate da cui si gode un piacevole panorama su tutta la fascia costiera.

La prima settimana di maggio Trecastagni diventa meta dei numerosi fedeli che percorrono (alcuni anche scalzi) le strade della provincia per giungere alla Chiesa di Sant’Alfio, portando in segno di devozione grossi ceri accesi, simbolo di fede e riconoscenza. Al suo interno sono conservati diverse collezioni di ex voto donati dai fedeli.

Cosa vedere a Pedara

Dove si trova Pedara

Pedara, a quota 610 metri, è una cittadina semplice ma interessante in cui sono ben visibili i segni della convivenza con il vulcano.

Pedara


Il centro del paese è dominato dalla Basilica di San Caterina, costruzione sorta sul sito di una chiesa cinquecentesca. Venne notevolmente danneggiata dal terremoto del 1693 e quindi ricostruita dopo non molto. Definita chiesa nera per il materiale lavico che la compone, racchiude al suo interno pregevoli tele, affreschi, e un bel altare marmoreo.


La città inoltre presenta dei pregevoli esempi di palazzi nobiliari, tra cui spicca il Palazzo di Don Diego Pappalardo, oltre ad un grande giardino pubblico conosciuto come il Belvedere di Pedara.

Le sere a Pedara sono piene di vita grazie ai numerosi locali nel centro: ristoranti, pub e pizzerie sono numerosi e di nota qualità.

Cosa vedere a Belpasso

Dove si trova Belpasso

Belpasso, La scacchiera dell’Etna, denominata così a causa della forma urbanistica che contraddistingue la città nella sua parte più bassa, è il centro più grande tra i paesi pedemontani a sud del vulcano.

Oggi si pone come valida alternativa a Nicolosi per chi vuole organizzare escursioni sull’Etna grazie al crescente numero di  strutture ricettive. Anche le serate a Belpasso sono piacevoli: nel periodo estivo difficilmente si soffre il caldo e i diversi locali ristorativi offrono una soddisfacente scelta per chi si reca in città.

Belpasso


Belpasso è divenuto centro di pellegrinaggio, dopo le diverse apparizioni della Madonna a ai fedeli, avvenute nella seconda parte degli anni Ottanta nelle campagne della zona settentrionale del paese: il Santuario della Madonna della Roccia, consacrato nel 2000 dall’Arcivescovo di Catania, ospita qualche volta l’anno celebrazioni religiose.

La fede, assai sentita nel paese, ha nei festeggiamenti della Patrona Santa Lucia il culmine artistico dei suoi fedeli.

La notte del 12 Dicembre gli artigiani dei rioni mettono in mostra i proprio carri, spettacolari macchine allegoriche costruite perlopiù in cartapesta che si aprono gradualmente ripercorrendo le gesta della vita di Santa Lucia. Nella loro completa apertura, non hanno difficoltà a raggiungere i dieci metri di altezza.

All’interno della città, oltre ad apprezzare i decori baroccheggianti degli antichi palazzi nobiliari, è possibile visitare Il museo di Scienze Naturali, assai interessante e ben organizzato in tre sezioni: geologia, zoologia e botanica.

Cosa vedere a Nicolosi

Dove si trova Belpasso

Vivace cittadina ai piedi dell’Etna, è meta di villeggiatura per numerosi turisti e gente del luogo che sfruttano la posizione di Nicolosi per ripararsi dalla calura nei mesi estivi e punto di partenza preferito per escursioni e visite guidate sull’Etna.

Nicolosi


La struttura urbana è ordinata e alberata, con bei villini nella parte più alta mentre la centrale Via Garibaldi è puntellata da eleganti boutique e ottimi ristoranti. Le sere sono animate da numerosi giovani e famiglie che possono scegliere un’ampia scelta di locali, bar, pizzerie e ristoranti per trascorrere la serata.

Proprio per la sua vicinanza all’Etna, la cittadina ha sviluppato un’ottima propensione per la ricettività turistica con diversi B&B e alberghi.

A pochi Km dal centro, si trova il Monastero Benedettino di San Nicola (da cui deriva il nome della città) ristrutturato nel 1996 e oggi visitabile. La struttura originaria risalirebbe al XII secolo.


Nicolosi è inoltre ombreggiata dai Monti Rossi, due sinuosi crateri spenti folti di vegetazione posti a ridosso della parte settentrionale della città.

Nel centro urbano invece, oltre alla chiesa Madre edificata dopo il terremoto, è da rilevare Il Museo Vulcanologico  e Il Museo della civiltà contadina: il primo raccoglie materiale lavico, foto e illustrazioni sulle eruzioni dell’Etna e sulle attività vulcanologiche; il secondo invece ospita una bella ricostruzione della umile vita condotta fino a non troppo tempo fa dalla maggior parte della popolazione locale.

Linosa: le spiagge e cosa vedere

Cosa vedere a Linosa

Dove si trova Linosa

Linosa è una piccola isola d’origine vulcanica, posta 50 km più a nord di Lampedusa, nel centro del Mediterraneo. L’isola si presenta ancora incontaminata, con circa un centinaio di abitanti che vi risiedono tutto l’anno, e assai verdeggiante, con bellissime distese di fichi d’india che si espandono fino alle scure coste vulcaniche.

E’ un posto dove regna la tranquillità, il mare fa invidia a qualsiasi altra località e i tramonti disegnano scenari indimenticabili. Ideale per gli amanti di immersioni: non bisogna essere professionisti per poter ammirare numerosi branchi di pesce girovagare tra le rocce laviche in cerca di cibo.

[avia_codeblock_placeholder uid="0"]

Il piccolo centro di Linosa vi sorprenderà sicuramente per i colori sgargianti delle sue abitazioni: le piccole costruzione sono raccolte tra di loro, con colori vivaci e accesi che contribuiscono a rendere particolare l’atmosfera di Linosa. Qui sarà possibile trovare qualche sistemazione di soggiorno, anche presso gli abitanti dell’isola, soliti ad affittare camere.

Per Linosa corre un’unica strada che permette di raggiungere i posti più belli e affascinanti del posto: ma dovrete recarvi con le vostre forze, a piedi o in bici, dato che in estate è vietato sbarcare a Linosa con la propria automobile.


Il Mare di Linosa


Il mare di Linosa ha le sue acque limpide, che quasi subito raggiungono alte profondità. La favolosa costa, alterna spiagge di sabbia vulcanica a costoni di roccia assai suggestivi. Cala Pozzolana di Ponente, è una bellissima spiaggia, meta spesso delle tartarughe Caretta Caretta scelta per deporre le uova: l’acqua turchese, limpida e fresca, accoglie bellissimi branchi di pesci, di diverse dimensioni.

Da non perdere Punta Beppe Tuccio, un piccolo promontorio che insieme ad isolotti minori crea una piccola laguna. Ancora, Grotta del Greco, sul versante orientale dell’isola mentre la spiaggia di Cala Pozzolana di Levante e Punta Calcarella si trovano sul versante meridionale di Linosa.

E molto altro…


Chi si reca a Linosa vorrà sicuramente godere del mare e della pace che qui regna sovrana. Ma nonostante le piccole dimensioni dell’isola, anche sulla terraferma c’è molto da vedere. Innanzitutto, merita una salita il Monte Vulcano, con la sua vetta a quota 195 metri facilmente raggiungibile attraverso un sentiero.

Il monte è ricco di vegetazione, con tipici arbusti della macchia mediterranea oltre ad ampie distese di fichi d’india. Dalla sommità, oltre ad avere una visione completa dell’isola, sarà possibile individuare anche diverse specie di uccelli che durante i periodi di emigrazione, usano Linosa quale punto di sosta: i falchi e gli aironi sono sicuramente gli esemplari più belli, ma quelli più numerosi sono le Berte, grossi volatili tipici di Linosa che giungono sull’isola durante il periodo della riproduzione.

[avia_codeblock_placeholder uid="1"]

Lampedusa: le spiagge più belle e cosa vedere

Dove si trova Lampedusa

Le Spiagge di Lampedusa e Cosa vedere


Lampedusa è la più grande delle Isole Pelagie, con i suoi 23 km di superficie. Posta a poco più di 100 km dalla costa nordafricana e a 200 da quella siciliana, si presenta priva di vegetazione, con la luce abbagliante del sole che riflette sulle candide pietre calcaree.

Il piccolo centro urbano di Lampedusa si trova sul versante sudorientale dell’isola, dove si concentrano le maggiori strutture ricettive. Le sue spiagge non sono scelte solo da turisti in vacanza, ma anche dalle tartarughe marine caretta caretta, esemplari protetti di tartaruga che vengono qui tra Maggio e Settembre per deporvi le uova.

[avia_codeblock_placeholder uid="2"]

Le spettacolari spiagge di Lampedusa lasciano a bocca aperta un po’ tutti. Anche se non molto rinomate a livello internazionale, hanno poco eguali al mondo.  I litorali, tutti bellissimi, hanno diversa confermazione e meritano tutti quanti almeno una visita.

Le spiagge principali sono quelle di Cala Croce, Guitgia e la famosa Isola dei Conigli, tra le più belle del Mediterraneo: l’acqua ha una limpidezza senza uguali e seppur assai frequentata, i pesci sono davvero molti e coloratissimi, su cui riflettono i caldi raggi del sole di Lampedusa.

Vanno inoltre menzionate le spiagge di Cala Madonna e Cala Francese. Tutte le spiagge citate si trovano nella parte meridionale di Lampedusa. Per chi preferisce gli scogli, avrà l’imbarazzo della scelta tra Punta Sottile, Cala Creta e Cala Calandra (per la calma delle acque, quest’ultima località  conosciuta anche come Mar Morto).

Come se non bastasse, a Lampedusa sono presenti anche stupende spiagge di ciottoli, come Cala Spugna, Cala Pisana, sul versante orientale e la deliziosa Cala Pulcino, vicino l’sola dei Conigli. L’acqua è trasparente, quasi turchese, su tutta la costa dell’isola, pulitissima, e riccamente popolata da spugne, vegetali (come il caratteristico giglio marino) e una miriade di pesci.


Per chi invece non si accontenta della costa, ma desidera conoscere i fondali di Lampedusa, troverà scenari fantastici, grazie alla ricca flora e fauna marina che a Lampedusa è salvaguardata dall’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie.

Sul versante  sud-orientale si trova la cosidetta zona delle Grottacce, in cui le acque trasparentissime fanno intravedere numerosi esemplari di pomodori di mare e ricci, ma anche cernie, triglie e donzelle.

Nella zona nord di Lampedusa invece, si trovano fondali rocciosi, profondi decine di metri in cui non è difficile avvistare ricciole, dentici e cernie. Più a ovest si trova il famoso scoglio del Sacramento, uno splendido faraglione posto dinanzi alla famosa grotta degli innamorati, alta ben 50 metri.

La Storia di Lampedusa


A Lampedusa sono stati ritrovati tracce di insediamenti umani già in epoca preistorica, come testimonia la necropoli rinvenuta nei pressi del porto. Venne utilizzata sin dai Fenici quale punto d’attracco per le rotte nel Mediterraneo ma non fu mai densamente popolata.

Soltanto nell’Ottocento i Borboni cercarono di insediarvi dei coloni, distruggendo però l’habitat di Lampedusa: la vegetazione, un tempo assai folta, venne completamente estirpata per utilizzarne il legname. Avamposto strategico delle truppe italiane durante l’ultimo conflitto mondiale, subì martellanti bombardamenti da parte delle truppe alleate.

[avia_codeblock_placeholder uid="3"]

Lampedusa di Sera


Le fresche serate di Lampedusa riescono ad abbinare la sobrietà che da sempre contraddistingue quest’isola, alla ricerca di divertimento che i turisti inevitabilmente richiedono. La sera si mangia fuori, in uno dei tantissimi locali presenti a Lampedusa: il pesce, freschissimo, è cucinato con maestria e accompagnato da prodotti genuini, insieme ad un bel bicchiere di vino bianco. Si ci sposta quindi lungo Via Roma, dove sono diversi i bar e localini per poter sorseggiare qualche drink o gustare un buon gelato.

Per chi ama fare tardi, si trova anche qualche locale che mette musica fino a alle prime luci del giorno, e sullo sfondo l’incantevole mare di Lampedusa, che all’alba riprende il suo colore cristallino.

Cosa vedere a Ustica e le spiagge

Dove si trova Ustica

Il mare e le spiagge di Ustica


L’isola di Ustica è la sommità di un poderoso vulcano sommerso in pieno  Mar Tirreno, a circa 60 kilometri a nord di Palermo.

Il suo nome deriva dal latino Ustum, bruciato: isola spigolosa, dal litorale prettamente roccioso e circondata da un mare da favola, Ustica è famosa in tutta Europa per il fascino dei suoi fondali e la tranquillità che qui regna tutto l’anno.

Dal 1987 la bellezza del suo mare è sotto la salvaguardia della prima Area Marina Protetta istituita in Italia, alla quale si è aggiunta dal 1997 la Riserva naturale Isola di Ustica per la tutela del paesaggio terrestre.

[avia_codeblock_placeholder uid="4"]

Per chi è appassionato di immersioni difficilmente può trovare una località più adatta di Ustica. La costa prettamente rocciosa nasconde grotte e baie da cui non potrete sottrarvi dalla visita, bagnate da acque trasparentissime che variano dal turchese all’azzurro fino al blu scuro a seconda dell’ora del giorno.

Per chi preferisce prendere la tintarella comodamente sdraiato, non mancano le  spiagge: Cala Sidoli e la Caletta nella parte settentrionale dell’isola mentre sul versante orientale si trova Cala Faro, un po’ più a nord rispetto ai resti del castello saraceno. Più a sud invece, meritano una nuotata Punta Spalombatore e Punta Cavazzi, dove la particolare conformazione della roccia forma una vera e propria piscina naturale di acqua marina. Al largo invece, grazie al gran numero di relitti, anfore e reperti storici di vario genere è stato organizzato nel Museo Archeologico subacqueo.


Con la barca sarà possibile andare alla scoperta dei posti più incantevoli dell’isola.

La grotta dell’Acqua, meglio conosciuta come grotta azzurra, ha un enorme ingresso, all’interno del quale la luce del sole riflette l’azzurro del mare colorando tutto l’ambiente interno. In questa grotta cattura l’attenzione una figura simile ad una piramide formata da stalagmiti secolari mentre da una parte è collegata alla Grotta di San Francesco Vecchio. Proseguendo verso sud si incontra la Grotta della Pastizza, davanti al quale si trova l’omonimo faraglione. Proseguendo sempre in direzione sud, si giunge alla Grotta della Segreta, la più grande dell’isola. Sul versante ovest lo Scoglio del Medico è posto perfetto per immersioni: cernie e barracuda nuotano indisturbati intorno a questo piccolo promontorio marino, in cui la profondità raggiunge circa i 40 metri.

Più a nord invece Secca Colombara è un’altra meta ideale per esplorare i fondali: anche qui gli incontri con branchi di pesci di notevoli dimensioni sono frequenti e non sarà difficile avvistare anche gamberi e aragoste.

Cosa vedere sull’Isola di Ustica


Magnifica sul mare, Ustica conserva al suo interno particolari interessanti che non deluderanno di certo il visitatore. Il centro del Paese si trova nella parte nord-orientale dell’isola: qui le case sono basse, tutte riunite intorno alle tre piazze del centro e in alcune di esse è ancora possibile vedere alcune forme di murales. Dall’abitato sarà facile raggiungere a piedi le antiche rovine del castello saraceno.

Al centro dell’isola si trova la vetta del vulcano, Guardia dei Turchi, a 244 metri dal livello del mare, da dove si scorge una bella veduta panoramica a trecentosessanta gradi su tutta Ustica. Sarà indimenticabile inoltre esplorare Ustica percorrendo i sentieri che si diramano tra le distese di fichi d’india, di viti e legumi, che per i 9 kilometri di superficie verdeggiante ricoprono questa meravigliosa isola.

La Storia di Ustica


Ustica fu abitata sin dal periodo antico. Ritrovamenti di reperti archeologici fanno risalire la presenza dell’uomo già dal II millennio a.C. a cui fecero seguito insediamenti di fenici e romani. In mano ai Saraceni dall’VIII secolo d.C., (di cui restano soltanto alcuni resti di un castello nella parte orientale dell’isola) passò successivamente sotto il controllo dei Normanni.

La sua posizione isolata rispetto alla Sicilia la rese facile preda dei pirati che la devastarono più volte. Soltanto durante il periodo borbonico, il sistema di fortificazioni riuscì a tener testa alle incursioni straniere. In questo periodo e durante il ventennio fascista fu sede di esilio per gli avversari politici dei regimi.

Oggi la sparuta popolazione di Ustica vive di pesca e agricoltura, ben lieta durante il periodo estivo di accogliere i turisti che arrivano qui per godersi il mare, il sole e tutta la serenità che questa terra può offrirvi.

[avia_codeblock_placeholder uid="5"]

Spiagge di Pantelleria e cosa vedere

Dove si trova Pantelleria

Le Spiagge di Pantelleria e Cosa vedere sull’isola


Hiranin (l’isola degli uccelli) sotto i fenici, bint al-rion (figlia del vento) durante il periodo arabo, la perla nera del Mediterraneo oggi, più semplicemente Pantelleria. Più vicina al continente africano che alla Sicilia, con oltre 80 kilometri di superficie Pantelleria è l’isola più estesa delle isole minori siciliane. La sua origine vulcanica è solamente in parte nascosta dalla rigogliosa vegetazione mediterranea, tra le cui piante si trovano le delicate viti da cui si ricava il famoso Passito di Pantelleria, vino apprezzato in tutto il mondo. La costa è prettamente rocciosa, ma non mancano posti accessibili per poter scendere comodamente in acqua. Il mare è sempre trasparentissimo e ricco di fauna marina. All’interno dell’ isola, sono molteplici i motivi che spingono a dedicare del tempo alle escursioni: dai fenomeni vulcanici secondari, ai laghetti naturali, fino ai posti più panoramici di Pantelleria.

Seppur la bellezza di Pantelleria è ormai nota a livello internazionale, il turismo che si è sviluppato ha sempre rispettato la natura discreta di quest’isola. Sarà per questo motivo che volti noti del cinema, della moda e dello spettacolo la scelgono quale posto di villeggiatura per poter godere di sole, natura e tranquillità.

[avia_codeblock_placeholder uid="6"]

Pantelleria è disseminata da piccoli edifici cubici, i dammusi, basse costruzioni con pochi ambienti, traccia evidente della dominazione araba che qui si insediò per oltre due secoli. Dal tetto spicca la cupola, utilizzata per stabilizzare la costruzione in caso di eventi sismici ma soprattutto per mitigare la temperatura dell’edificio, sfruttando i moti ascensionali dell’aria calda.

Nella parte nord occidentale dell’isola, si trovano i famosi sesi, templi funerari delle popolazioni preistoriche che abitavano a Pantelleria. Oggi sono circa una trentina, costruiti con massicci blocchi di pietra lavica posti a formare il caratteristico edificio circolare. All’interno venivano ricavati degli spazi dedicati ai defunti. Alcuni studiosi ritengono che qui venivano praticati anche dei particolari riti, in cui i familiari del defunto, grazie a fumi e particolari erbe, cercavano di venire a contatto con l’anima del loro caro.

A Pantelleria Paese è ancora ben visibile il Castello di Barbacane, costruito dagli Spagnoli durante l’opera di fortificazione dell’isola.


Il mare di Pantelleria


Il litorale roccioso e l’assenza di spiagge sabbiose permettono di avere un mare splendidamente limpido, trasparente, con sfumature di colore diverso a seconda della zona. Molte località balneari sono raggiungibili a piedi, ma se preferite godere di qualche posticino più esclusivo, affittare una barca non sarà una cattiva idea.



La natura a Pantelleria


L’interno di Pantelleria ha eccezionali caratteristiche montane, ricco di vegetazione e percorsi naturali che meritano almeno un’escursione di mezza giornata. La vetta più alta, la Montagna Grande, supera quota 800 metri: da qui si riesce ad avere una stupenda veduta panoramica su tutta l’isola. A quote più basse si trovano Monte Cibele, cono vulcanico ormai spento e Piana Ghirlanda, un piccolo altopiano completamente ricoperto di verde. Da Kuddia Mida, a circa 500 metri dal livello del mare, si ha un eccezionale veduta verso il Lago di Venere, e nei giorni non troppo caldi quando la visuale è limpidissima, Capo Mustafà, in Tunisia.

Da non perdere infine i fenomeni vulcanici secondari, come i bagni asciutti e le sorgenti termali, motivo per il quale gli antichi nobili romani decidevano di recarsi a Pantelleria. Dei bagni asciutti, un esempio evidente è in località Salibi: grossi gettiti di vapore acqueo entrano all’interno della grotta. Le sorgenti invece si trovano prettamente sulla costa, nella parte meridionale dell’isola: l’acqua qui può arrivare a superare i 50 gradi centigradi.

La Storia di Pantelleria


Popolazioni preistoriche hanno lasciato evidenti tracce del loro passato trascorso sull’isola: i sesi ad esempio, curiosi edifici circolari in cui venivano collocati i defunti. Le popolazioni dell’epoca giungevano a Pantelleria alla ricerca dell’ossidiana, tagliente pietra vulcanica importantissima durante tutto il periodo antico. Pantelleria venne colonizzata dai fenici, che ne fecero un importante punto di scalo per le rotte in Sicilia. Per lo stesso motivo, anche i Cartaginesi si premurarono a conquistare l’isola. Passata in mano romana nel 255 a.C. fu in seguito popolata da diverse colonie cristiane. Del periodo arabo, si sono mantenuti notevoli segni, dai nomi, di chiara origine mediorientale, alle tecniche di agricoltura, fino ai dammusi, le basse, caratteristiche costruzione di Pantelleria. Nei secoli successivi i pirati saraceni ne fecero spesso terra di razzie e saccheggi, lasciando alle spalle vittime e macerie.

Alla fine dell’Ottocento si è verificata l’ultima eruzione rilevante che ha interessato Pantelleria, con la bocca effusiva localizzata a circa 5 km dall’isola. Nella seconda guerra mondiale, Pantelleria fu avamposto delle truppe tedesche e per questo motivo pesantemente bombardata dagli anglo-americane: delle costruzioni presenti sull’isola, furono pochissime quelle che rimasero in piedi.

[avia_codeblock_placeholder uid="7"]

Marettimo, le spiagge e cosa vedere

Cosa vedere a Marettimo – Le Spiagge

Dove si trova Marettimo

Marettimo, l’isola più occidentale delle Egadi è in larga parte incontaminata, stupenda nei litorali prettamente rocciosi, dove nasconde lungo tutto la sua costa circa 400 grotte, oltre a piccole spiaggette raggiungibili soltanto con imbarcazioni.

L’isola è un promontorio roccioso esteso per circa 7 km, raggiungendo quota 686 metri d’altitudine presso la vetta di Monte Falcone. Qui la flora terrestre è particolarmente ricca, contando circa 500 specie vegetali diverse. La fauna invece è un po’ meno variegata, ma comunque ben folta di esemplari (conigli,cinghiali, rettili e uccelli migratori).

[avia_codeblock_placeholder uid="8"]

La costa di Marettimo è rocciosa, caratterizzata da centinaia di grotte e insenature che si aprono di fronte ad un mare cristallino. Presso lo Scoglio del Cammello, sul versante orientale dell’isola, si nasconde una piccola spiaggia incuneata all’interno dell’omonima grotta. Lo scenario che si presenta è quasi magico.

Più a nord si trova Punta Troia e proseguendo la Grotta del Tuono. Nell’estremità nord-occidentale,  Punta Mugnone, particolarmente ricca di fauna marina, indicata per gli appassionati di immersioni (ma vigono severi divieti di caccia subacquea).


Nella costa occidentale, si trova la località più suggestiva di Marettimo,  Cala Bianca, dove l’acqua ha una limpidezza inverosimile, susseguita da diverse grotte (Grotta delle Sirene, Grotta Perciata e Grotta del Presepe, quest’ultima con diverse forme di stalagmiti e stalattiti). Si giunge a Punta Libeccio, dopo aver passato Punta Pegna e Punta Bombarda, oltre alla piccola spiaggia di Cala Spalmatore, località che nel 2000 è divenuta celebre per il ritrovamento di un relitto pirata.

Nella parte meridionale di Marettimo continua il litorale frastagliato, con Cala Nera, Punta Cretazzo, Punta Galera, la Conca,Punta Cortiglio e Cala Martino i posti di maggiore bellezza, perfetti per un rinfrescante bagno. Da non perdere le spiagge ghiaiose di Praianacchi e di Scala Maestro, quest’ultima proprio ai piedi del Castello di Punta Troia.

Il Castello di Punta Troia

Per raggiungere il Castello di Punta Troia si deve compiere una bella escursione di circa un’ora, lungo un sentiero circondato da una rigogliosa vegetazione mediterranea. Si giunge all’antico castello, posto su di un promontorio, a circa 100 metri sulla quota del mare.

Edificato dai Saraceni, venne notevolmente ingrandito durante il periodo normanno e successivamente dagli Spagnoli. Utilizzato come luogo d’esilio per i dissidenti politici dai francesi, oggi si presenta in uno stato d’abbandono, con diverse pareti danneggiati dall’azione di pioggia e vento.

[avia_codeblock_placeholder uid="9"]

Le spiagge dell’Isola di Levanzo

Cosa vedere a Levanzo – Le Spiagge

Dove si trova Levanzo

Poco più a nord di Favignana si trova l’isola di Levanzo, la più piccola dell’arcipelago, ma egualmente ricca di itinerari naturali di rara bellezza. Il paesaggio dell’isola è ancora in diversi aspetti rude e selvaggio, con molte strade e sentieri percorribili soltanto a piedi, ai lati dei quali prosperano bellissime specie di flora rupestre.

Il promontorio dell’isola culmina a quota 278 metri, presso il Pizzo del Monaco, anche se Levanzo è stata da sempre priva di sorgenti d’acqua, tanto da essere denominata l’Al Yabisah (l’arida) dagli arabi. La costa è frastagliata e ripida sul mare, puntellata da numerose grotte. Più calma e meno affollata di Favignana, può essere la scelta ideale per gli amanti delle immersioni o per chi è in cerca di mare, sole e tanta tranquillità.

[avia_codeblock_placeholder uid="10"]

La Grotta del Genovese è sicuramente un punto d’eccezionale interesse speleologo, non solo per la Sicilia, ma a livello nazionale e internazionale. La grotta, scoperta nel 1949, conserva ancora dei graffiti preistorici, realizzati circa 8.000 anni fa. Sono ritratti diverse figure di animali, dai bovini ai cervi, compreso i pesci, cacciati dagli uomini preistorici: le pitture, realizzate con colori neri e rossi, erano probabilmente dei riti propiziatori prima delle battute di caccia. Raggiungibile a piedi, la Grotta del Genovese è situata sul versante nord-occidentale di Levanzo.


Il colore dell’acqua ha una limpidezza straordinaria grazie ai fondali prettamente rocciosi. Numerosi i banchi di pesci che nuotano anche a basse profondità, contribuendo a rendere straordinario lo scenario di Levanzo. Il Faraglione, nella parte occidentale dell’isola, è una località assai rinomata proprio per l’abbondanza di fauna marina. Sempre sullo stesso versante, si trovano le belle località Cala del Genovese, Punta dei Sorci, e Cala Tramontana, intervallate da numerose grotte, mentre nell’estremità nord di Levanzo si trova Faro di Capo Grosso. Sul versante orientate, invece, i posti dove poter godere delle bellezze dell’isola sono Punta Altarella, Cala Minnola, Cala Fredda e Punta S. Leonardo. Con la barca sarà possibile inoltre raggiungere i vicini isolotti di Isola Maraone e Isola Formica.

[avia_codeblock_placeholder uid="11"]