Cosa vedere a Mazara del Vallo

Dove si trova Mazara del Vallo

Mazara del Vallo è l’esempio più limpido dell’intreccio di civiltà avvenuto in Sicilia tra le popolazioni europee e quelle d’origine islamica e nordafricana.

Situata nella parte occidentale dell’isola, Mazara ha mantenuto la sua vocazione marittima derivata sin dall’antichità divenendo nel corso dei secoli uno dei più importanti porti pescherecci del Mar Mediterraneo.

In un ambiente fortemente imperniato dalla cultura araba, da cui deriva l’attuale conformazione urbana, spiccano bellissime costruzioni in elegante barocco: passeggiando tra le vie e le piazze di Mazara, si rivive l’armonia vissuta tra le genti d’origine differente che da sempre ha contraddistinto questa città.

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Cosa vedere a Mazara del Vallo


Il Satiro Danzante di Mazara del Vallo


In Piazza del Plebiscito si trova il Collegio dei Gesuiti, edificato nel XVII secolo. Presenta con una imponente facciata con un bel portale, accesso al cortile centrale attorniato da portici con archi.

Oggi è sede del Centro Polivalente Culturale di Mazara del Vallo, costituito dal Museo Civico, Biblioteca Comunale, Museo dell’attività peschereccia e archivio storico.

Nella medesima Piazza si trova la Chiesa di Sant’Egidio, famosa per ospitare il Museo del Satiro. Questo espone la famosa statua del Satiro Danzante rinvenuta da alcuni pescatori di Mazara nel 1998: il famoso Satiro, realizzato in bronzo e risalente al IV secolo a.C., è raffigurato durante una danza scabrosa, tipica del culto dionisiaco.

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La Storia di Mazara del Vallo


Conosciuta già in epoca fenicia, Mazara del Vallo legò importanti legami commerciali e strategici con Selinunte durante l’epoca classica, per poi passare in mano ai Cartaginesi nel V secolo a.C. I Romani, che dopo la seconda guerra punica si aggiudicarono i possedimenti siciliani, rendendo Mazara un importante centro fortificato.

Fu la prima città conquistata dagli arabi, che ne fecero il proprio quartier generale per la conquista dell’intera Sicilia. Mazara, posta a capitale dei territori di occidente (la Sicilia, venne divisa in tre differenti circoscrizioni, i Val) conobbe una crescita e uno sviluppo senza pari: assai più vasta rispetto al passato, fu massicciamente fortificata, divenne il porto principale di Sicilia mentre  pesca e agricoltura conobbero un eccezionale incremento produttivo, grazie alle tecniche e ai frutti provenienti dall’Oriente (nespoli, aranci, pistacchi, palme, canna da zucchero e molto altro).

Ultima città siciliana a deporre le armi contro i Normanni, Mazara del Vallo ebbe l’onore di ospitare il primo parlamento siciliano. Era il 1097. Divenne importante centro religioso, ma i secoli successivi non rispecchiarono più gli splendori del periodo arabo. Oscurata dall’importanza di Trapani e Palermo, Mazara del Vallo conobbe una lenta ma progressiva decadenza.

Soltanto  nell’Ottocento, Mazara riuscì a riprendere vigore: l’esportazione dei pregiati vini e la ripresa della pesca, costituirono nuova linfa per la più araba città di Sicilia.

Mazara del Vallo di Sera


Mazara del Vallo è una città abbastanza movimentata anche la sera, con un bel passeggio che si concentra tra Piazza Mokarta e Piazza Matteotti (collegate da Corso Umberto I) e sul lungomare Giuseppe Mazzini.

Da provare qualche ristorante del centro, dove la cucina mantiene ancora tradizioni arabe. Il cuscus, piatto tipico tunisino, è ormai un pezzo forte della cucina locale. Ma un po’ tutte le portate di pesce meritano almeno un assaggio: dai frutti di mare, ai gamberi, senza dimenticare pesce spada e calamari sono piatti serviti in diverse ma sempre squisite varianti.

Per i più giovani, a Mazara si trovano eleganti locali e discoteche dove passare le serate del fine settimana e non solo. Durante il periodo estivo i party vengono organizzati sulle belle e lunghe spiagge che la costa di Mazara del Vallo può vantare.

Cosa vedere a Marsala

Dove si trova Marsala

Posta sul promontorio Boeo, Marsala, è la città più occidentale della Sicilia. Località ricca di storia e fascino, deve il suo nome all’influenza araba: Marsa Allah, il porto di Dio, è sempre stata città di fondamentale importanza strategica per le rotte marine all’interno del Mar Mediterraneo.

Insieme ad un borghese centro storico, Marsala può vantare delle bellissime spiagge, in cui numerosi sportivi si dilettano nella nuova moda del Kite Surf, sfruttando i venti del Canale di Sicilia. Nelle vicinanze della città, l’isola di Mozia, tra i più importanti siti archeologici di Sicilia.

Famosa in tutta il mondo per l’eccellente vino che ne porta il suo nome, Marsala passò alla storia per essere la città in cui Garibaldi sbarcò in Sicilia per la liberazione dell’Italia meridionale dal dominio borbonico.

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Cosa vedere a Marsala


Il Museo Archeologico di Marsala


Il Museo Archeologico di Marsala ha la sua sede nei locali dell’ex baglio Anselmo, recentemente restaurato. Il Museo espone una grande varietà di reperti archeologici, rinvenuti tra Marsala e le sue zone limitrofe. La sala sulla sinistra è dedicata al periodo preistorico attraverso testimonianze archeologiche rinvenute sull’isola di Mozia: in risalto i materiali usati nel Paleolitico, un grande vaso e un corredo funerario. Un altro settore invece è specifico dei reperti di Mozia durante il periodo cartaginese. Dei settori riguardanti l’antica Marsala, Lilibeo, sono diversi i ritrovamenti che ripercorrono la storia della città per oltre quattrocento anni: numerosi i corredi funerari del periodo antico e gli oggetti di uso comune.


Ciò che rende la visita al Museo Archeologico una tappa obbligata per gli amanti di storia sono i resti di un nave da guerra cartaginese del III a.C.

Il relitto è un esemplare unico al mondo: la liburna era un’imbarcazione piccola ma agile, che contava circa 68 postazioni da remi. Dell’imbarcazione originaria sono gelosamente custoditi la prua e una fiancata, su cui sono dipinte lettere dell’alfabeto fenicio-punico, probabilmente utili al momento dell’assemblaggio della nave. Oltre al relitto, sono esposti materiali recuperati insieme all’imbarcazione: si distinguono ancore in ferro e pietra, vasellame e addirittura dell’hashish, utilizzato in gran quantità dagli equipaggi dell’epoca per ridurre la sensazione di fatica. Un piccolo mistero invece riguarda i chiodi, che pur essendo rimasti in acqua per più di 2300 anni non presentano tracce di ossidazione: studi approfonditi sono stati portati avanti anche dalla NASA, senza però riuscire a capire quale fattore può aver determinato tale fenomeno.

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Il vino Marsala


L’industria vinicola è da tempo la parte fondamentale dell’economia di Marsala. Ciò si deve all’intuizione di John Woodhouse, un mercante di Liverpool che intuì le potenzialità del liquoroso vino siciliano, commercializzandolo un po’ ovunque. In pochi anni il Marsala divenne famoso in molti salotti delle città europee: le sue particolari caratteristiche organolettiche, apprezzate ormai in tutto il mondo, dipendono dalla conformazione del suolo e dal clima piuttosto caldo.

Il vino, nobile al sapore e delicato all’olfatto, viene fatto invecchiare in botti di legno pregiato. Oggi, insieme alla sua variante classica del Marsala, è possibile degustare varianti aromatizzate alla mandorla, al cioccolato e al caffè.

La storia di Marsala


La fondazione di Marsala risale al IV secolo a.C. per opera di popolazioni di origine cartaginese provenienti dalla vicina Mozia caduta sotto il dominio di Siracusa. Insieme alle popolazioni del luogo venne così creata Lilibeo (dal greco, che guarda alla Libia), dotata di massicce fortificazioni, fu l’ultima avamposto cartaginese a cadere per mano di Roma.

Durante l’Impero diviene il centro portuale più importante di tutto il Mediterraneo: tuttavia, dopo lo sgretolamento dell’Impero  Romano, Marsala attraversò un lungo periodo di decadenza, subendo numerosi saccheggi e razzie da parte di Vandali e Goti.

Fu con l’arrivo degli Arabi, nell’830, che Marsala ritorna ad essere centro nevralgico del Mediterraneo: avamposto islamico per l’emigrazione in Europa, Marsala riorganizza il suo agglomerato urbano secondo modelli arabi. Tale periodo è sicuramente quello che ha inciso di più nel tessuto sociale la città di Marsala.

L’11 Maggio 1860, la città di Marsala accolse le truppe garibaldine, sbarcate senza alcuna resistenza francese in Sicilia. Fu l’inizio della liberazione della Sicilia dalla dominazione borbonica ed il primo passo verso l’unità d’Italia.

Marsala di sera


Marsala è una città viva tutto l’anno: i ristoranti e le trattorie abbinano la qualità dei prodotti alla cucina siciliana, con i notevoli influssi arabi che qui prendono risalto in ogni cosa. I prezzi sono accessibilissimi. Non mancano ottime gelaterie ed eleganti bar.

Per i più giovani, Marsala offre diverse soluzioni: dai pub, al disco club fino a locali presso i lidi nel periodo estivo.

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Cosa vedere a Castellammare del Golfo

Cosa vedere a Castellammare del Golfo

Dove si trova Castellammare del Golfo

La naturale bellezza della sua costa, il panorama collinare del Monte Inici che si staglia alle sue spalle, la storia e la tradizione che rivivono nel suo castello insieme alla vicinanza  ad eccezionali posti come la Riserva dello Zingaro, fanno di Castellammare del Golfo una meta imprescindibile della Sicilia occidentale.

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Seppur l’attrazione che richiama l’interesse maggiore dei turisti è il castello arabo-normanno, non dimenticate di visitare alcune costruzioni all’interno di Castellammare.

La Chiesa Madre, situata in Via Garibaldi, originariamente costruita nel Cinquecento ma notevolmente modificata durante il XVIII secolo, presenta al suo interno pregevoli affreschi settecenteschi, sia sulla volta che in entrambe le navate.

Altre due chiese di ridotte dimensioni meritano citazioni: la Chiesa del Purgatorio e la barocca Chiesa di Sant’Antonio da Padova. Vicino al castello invece, la Chiesa del Rosario ha nella decorazione del suo portale marmoreo, in cui sono scolpiti la Madonna con il Bambino insieme ai Santi, il più pregevole spunto architettonico.


Il Castello


Bastione inespugnabile in passato, tanto da darne il nome a tutto il Golfo, il Castello di Castellammare a causa dei danni occorsi durante i secoli, si mostra oggi soltanto nella parte strutturale del suo complesso.

La sua fama durante il periodo medievale era ben nota, tanto da essere riportata perfino in alcuni scritti storici. L’immensa struttura era difesa da un grande solcato e al suo interno si poteva accedere soltanto tramite il ponte levatoio.

La sua edificazione venne intrapresa dagli Arabi e notevolmente ampliata e modificata nelle sue forme da Normanni prima e Aragonesi poi.

Dopo anni di restauri, all’interno del Castello è stato istituito Il polo museale “La Memoria del Mediterraneo” costituito da quattro differenti sezioni: Il Museo dell’Acqua e dei Mulini; Il Museo delle Attività Produttive; Il Museo Archeologico e infine, Il Museo delle Attività Marinare.

Il mare di Castellammare del Golfo


La spiaggia per eccellenza di Castellammare è la Playa, un bel tratto di costa sabbiosa lungo circa un kilometro di spiaggia libera o attrezzata con stabilimenti balneari che all’ora di pranzo offrono la possibilità di ristoro. L’acqua è limpidissima come in tutto il resto del Golfo.

Posto ideale per famiglie, ma frequentato anche da numerosi giovani, non sarà difficoltoso trovare parcheggio, grazie alle numerose aree (a pagamento) che si trovano proprio alle spalle della spiaggia.

Per chi ha un amico a quattro zampe, la spiaggia di Castellammare permette di poterlo portare con se e fargli un tuffo in acqua anche a lui: dal 2012 infatti, è stato attrezzato un tratto di costo per la bau bau beach, in cui anche i nostri amici più fedeli potranno concedersi qualche ora di tintarella.

Sul versante occidentale invece, la costa diventa più frastagliata dando vita a piccole insenature e spiaggette fino ad arrivare a Scopello, il piccolo gioiello della costa trapanese.

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La storia di Castellammare del Golfo


Le barriere naturali del golfo e della montagna furono sin dai tempi antichi motivo d’insediamento per le popolazioni dell’entroterra che cercavano i primi sbocchi sulla costa. Gli Elimi fecero di Castellammare il proprio porto più importante, in cui le merci provenienti da e per Segesta ed Erice trovavano qui il loro punto di smistamento.

Durante il periodo arabo il luogo venne scelto quale punto commerciale di primaria importanza tanto da costruirvi una tonnara, riorganizzarvi l’intero assetto urbano (in arabo la città venne denominata Al Madarig, gli scalini) e porvi a protezione della città una torre fortificata, successivamente trasformata in castello dai Normanni.

Castellammare, la città più grande all’interno dell’omonimo Golfo, sarà la località giusta per chi vorrà vivere la Sicilia nella sua storia, cultura e in tutto il suo fascino naturale.

Cosa Vedere a Trapani

Dove si trova Trapani

Cosa vedere a Trapani


La città delle saline e dei mulini al vento, Trapani, situata nella parte nord occidentale della Sicilia, sta sviluppando numerosi motivi di espansione turistica, grazie tra l’altro, ai collegamenti internazionali che il vicino aeroporto di Birgi sta contribuendo a implementare.

Città antica e più volte importante nel corso dei secoli per le sorti siciliane, Trapani può vantare un raffinato centro storico, grandiose manifestazioni religiose, la vicinanza a importanti siti culturali e a stupendi centri balneari, e per i più golosi, una cucina prelibatissima.

Vi consigliamo di vivere Trapani per qualche giorno, abbinando anche un’immancabile escursione verso le Isole Egadi.

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Il centro storico di Trapani si presenta elegante e pieno di spunti d’interesse. L’arteria principale è Corso Vittorio Emanuele, raffinata area pedonalizzata, dove sarà possibile ammirare la Cattedrale e il Palazzo Senatorio. Altra arteria principale è Viale Regina Margherita, presso la quale si trova il giardino pubblico, luogo assai rilassante per godere di una passeggiata spensierata.

Proseguendo lungo il Viale, oltre al Monumento ai Caduti è possibile osservare i resti del Castello di Terra (XII secolo) e il bel Palazzo liberty delle Poste e dei Telegrafi. Nella parte meridionale della città, il Viale Regina Elena corre lungo il litorale, dal quale si scorgono le Egadi e le candide saline.

La Torre di Ligny di Trapani


La Torre di Ligny nell’estrema parte occidentale della città, venne fatta innalzare nel 1671 dal Vicerè Claudio Lamoraldo, principe di Ligny, quale avamposto a difesa della città contro gli attacchi dei pirati. Il panorama che se ne gode è assai suggestivo: abbraccia dal Monte Erice alle Egadi, fino alla costa di Bonagia.

Oggi all’interno della Torre di Ligny si può visitare il Museo del mare e della Preistoria: nel 1979 venne inaugurato il Museo Preistorico, mentre la sezione marina è stata annessa soltanto nel 1997. I reperti presenti sono stati  per la maggior parte ritrovati in provincia di Trapani, ma non mancano resti provenienti da Palermo e dal Nord Africa.

Di particolare curiosità la sezione dei resti di animali: sono presenti corna di rinoceronte, zanne di elefante e molari di ippopotamo. Dei ritrovamenti marini invece, numerose le anfore di età classica, oltre ad un elmo da battaglia risalente alla prima guerra punica.

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La Cattedrale di Trapani


La Cattedrale di Trapani, dedicata a San Lorenzo, presenta un elegante facciata baroccheggiante e caratteri architettonici di diversi stili. La chiesa, situata in Corso Vittorio Emanuele, venne infatti edificata nel 1635 su di una preesistente costruzione trecentesca e massicciamente modificata in seguito: il campanile, le cupole e le cappelle laterali vennero completate nel 1743.

Il suo ampio interno è costituito da tre navate divise da archi e colonne, con pregevoli stucchi ad ornare le pareti della Cattedrale. Oltre ad un Crocifisso e alla Natività da rilevare la Deposizione, bella opera in chiaro stile fiammingo.

Il Santuario dell’Annunziata di Trapani


Il Santuario dell’Annunziata è uno degli edifici religiosi più importanti di tutta la città di Trapani. Situato in via Conte Agostino Pepoli, la costruzione originaria risale alla prima metà del Trecento, anche se più volte modificata nell’arco dei secoli.

La facciata, sovrastata da un bellissimo rosone, risale alla costruzione originaria.  L’interno venne completamente modificato nel 1760: le precedenti tre navate furono ricomposte in un’unica, immensa, navata.

Numerose le cappelle: dei Marinai, dei Pescatori, della Madonna di Trapani e di Sant’Alberto. Alcune conservano ancora nelle loro decorazioni spunti tardo-gotici o arabeggianti, altre invece mostrano raffinati affreschi cinquecenteschi, come la Cappella dei Pescatori, in cui sono riprodotte scene della Genesi.

Sull’altare della Cappella della Madonna, preceduta da uno scenografico arco granitico, la statua marmorea trecentesca de La Madonna con il bambino, più famosa come la Madonna di Trapani, ai piedi della quale è il plastico d’argento della città.

Il Museo Regionale Pepoli di Trapani


Il Museo Regionale Pepoli sin dalla sua nascita trova posto nell’ex convento dei padri Carmelitani della Chiesa di Santa Maria Annunziata, complesso religioso tra i più grandi mai realizzati in Sicilia. Il museo fu inaugurato nel 1908, dopo che Agostino Sieri Pepoli donò le proprie collezioni alle raccolte comunali.

Nelle due sale che compongono il piano terra sono presenti reperti rinvenuti tra Trapani ed Erice (tra cui un’epigrafe araba riportante citazioni coraniche), oltre a splendide statue marmoree di diversa epoca.

Attraverso lo scalone magnifico, realizzato in marmi policromi, si giunge al primo piano dove è organizzata la pinacoteca, in cui fanno bella mostra numerosi dipinti donati dal Generale Fardella.

Di particolare importanza artistica, La pietà e il Polittico di Trapani, quest’ultimo realizzato da artista anonimo. In altre sale non mancano forme di arte minore: sono esposti diversi oggetti utilizzati dagli artigiani trapanesi tra il ‘600 e l’800 e resti di pavimento realizzato in maiolica.

Nella sezione archeologica invece numerose monete dall’età greca fino all’età moderna e importanti testimonianze patriottiche, come la bandiera di un piroscafo garibaldino.

Ciò che ha reso celebre il Museo Pepoli e per i quali la visita al museo diventa praticamente obbligatoria, sono le collezioni di corallo lavorato, eccezionali opere artigiane realizzate tra il XVI e il XVIII secolo. Il corallo è la componente principale di diversi utensili, come la saliera in argento:assemblato con altri pregiati materiali, il prezioso calcare realizza un effetto cromatico di incredibile bellezza.

Non mancano infine, le collezioni di argenteria e oreficeria, ispirati in parte dalla tradizione spagnola e notevolmente influenzate dalla lavorazione degli artigiani locali.  La maggior parte degli oggetti che compongono le collezioni provengono dal Tesoro della Madonna di Trapani.


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La Chiesa di San Domenico di Trapani


La Chiesa di San Domenico è una costruzione duecentesca ad una sola navata, realizzata in stile gotico – cistercense. Ricostruita tra il XVII e il XVIII secolo, della struttura originaria sono ancora presenti il bel rosone e la parte absidale dell’edificio. La torre campanaria invece, venne annessa nel XV secolo.

Al suo interno sarà possibile ammirare notevoli affreschi in stile bizantino e gotico – catalano, oltre a diverse opere realizzate in marmo: tra le altre, è il sarcofago il Manfredi, figlio di Federico III d’Aragona. Nelle cappelle, alcune delle quali ricavate nello spessore dei muri laterali, si notano pregevoli decori barocchi oltre ad un bel crocifisso ligneo, realizzato in stile spagnoleggiante.

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I Palazzi Storici di Trapani


Il Palazzo senatorio di Trapani, lungo Corso Vittorio Emanuele, presenta unacaratteristica facciata in marmo rosa, con l’aquila reale imponente posta tra due orologi. Il bel prospetto baroccheggiante, strutturato su tre ordini, contribuisce a dare solennità all’intero Corso. Oggi è sede del Municipio.

Gli altri palazzi di Trapani, sono sparsi un po’ in tutto il centro storico. Nel vecchio quartiere ebraico si trova Palazzo Giudecca in uno stile ibrido, in cui si distinguono notevoli influssi spagnoli. Sul Corso Vittorio Emanuele si affacciano Palazzo Berardo Ferro, con ricche decorazioni dei balconi; Palazzo Berardo Ferro, in stile rococò; Palazzo Manzo, in tardo barocco; in Piazza Matteotti invece, è presente il settecentesco Palazzo di Fardella Mokarta, mentre in Via Turretta si erge Palazzo Riccio di San Gioacchino, costruzione del XVI secolo.

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La Chiesa Santa Maria del Gesù


La Chiesa Santa Maria del Gesù è opera dei frati francescani che la edificarono nel Cinquecento insieme ad un convento, non più esistente.

La facciata, d’aspetto gotico – rinascimentale, si mostra in via S. Pietro, con il grande portale centrale che occupa gran parte della scena. Al suo interno a tre navate, insieme a pregevoli lavorazioni marmoree (tra gli altri un baldacchino e un sarcofago) spicca la Madonna con bambino, conosciuta come La Madonna degli Angeli, affascinante opera realizzata in terracotta invetriata.

Il castello della Colombaia di Trapani


Il Castello della Colombaia ha alle spalle una storia millenaria: secondo la leggenda  furono gli esuli Troiani a issare una torre d’avvistamento sulla costa occidentale della Sicilia. Più verosimilmente furono i Cartaginesi ad edificare un bastione di guardia sulla costa.

Il singolare nome deriva dal fatto che dopo la conquista di Trapani per mano dei Romani, la torre rimase per lungo tempo abbandonata, diventando dimora di numerosi colombi. Il Castello venne successivamente riutilizzato da arabi e normanni ma furono gli aragonesi a dotarlo della pianta ottagonale che ancora oggi presenta. La costruzione rimane in attesa di restauro.

Feste religiose a Trapani


Tra le più significative e partecipate celebrazioni religiose in Sicilia, I Misteri di Trapani rievocano durante la Pasqua cristiana la Passione di Gesù. La festa religiosa si tramanda in città sin dal Seicento: seppur nato in forma teatrale, fu presto trasformato in peculiarità sacrale della città di Trapani.

I Misteri, splendide statue a grandezza naturale realizzate in legno di cipresso e sughero, vengono portate dai fedeli lungo le strade di Trapani. Sono ben 18 le statue, ognuna di essa corrispondente ad una categoria di lavoratori. Verso la mezzanotte la processione giunge in piazza, per poi continuare la sua marcia in città fino al pomeriggio del sabato, quando i Misteri vengono rientrati nella Chiesa del Purgatorio, dove saranno conservati per un altro anno prima di essere mostrati di nuovo ai fedeli.

La storia di Trapani

La fondazione della città di Trapani si ebbe per opera di popolazioni autoctone, probabilmente i Sicani, in un periodo non ben precisato. Sin dall’antichità la sua favorevole posizione, al centro di numerose rotte navali, divenne di importanza strategica per le dominazioni che si contendevano la supremazia nel Mediterraneo.

Dopo aver visto l’insediamento di Fenici e Greci, Trapani diviene una delle maggiori città siciliane sotto il controllo di Cartagine: la città viene dotata di numerose torri e poderose mura, trasformandosi in una delle roccaforti più importanti di Sicilia. E’ un periodo di diffuso benessere per la popolazione, grazie inoltre al florido commercio e all’abbondante pesca.

I Romani  espugnarono Trapani nel 260 a.C.: per la città sarà l’inizio di una lenta ma progressiva decadenza. Soltanto durante la dominazione araba, l’antica Drepano (in greco falce, in riferimento a miti dell’epoca piuttosto che alla conformazione geologica della città) trovò nuovo slancio: vennero intensificati gli scambi navali, grazie all’ampliamento della zona portuale, e introdotti nuove tecniche d’aratura dei campi e di pesca.

La forte influenza araba è ancora oggi riscontrabile, oltre nella conformazione urbana, nella cucina trapanese, in cui eccelle il couscous.

Un diffuso benessere continuò per Trapani sotto i Normanni, i quali procedettero alla fortificazione della città, e sotto gli Aragonesi, periodo che vide una massiccia riorganizzazione  dell’assetto urbanistico.

Durante il medioevo, le potenti famiglie siciliane continuarono nel dotare Trapani di fortificate costruzioni difensive (di questo periodo risale la Torre di Ligny) ma la città perse ugualmente il fascino dei secoli precedenti: epidemie e tributi asfissianti misero a dura prova la città, riducendone il suo influsso politico-amministrativo.

Durante le guerre di liberazione contro i Borboni, i cittadini di Trapani si contraddistinsero per le coraggiose insurrezioni contro i francesi che causarono un effetto domino anche nei centri vicini, segnando l’inizio della fine per la dominazione francese ed una nuova alba per l’Italia.

Trapani di sera


Per chi decide di mangiare fuori, Trapani diventa luogo ideale per i buongustai. I ristoranti della città offrono prelibati piatti a prezzi contenuti. Non può mancare tra le portate il cuscus, tipico piatto nordafricano ma ormai adottato dalla cucina trapanese. Il pesce fresco è tra le pietanze più richieste: provatene un piatto e capirete perché. Anche le pizzerie riscuotono sempre i complimenti dei commensali, grazie alle pizze tipiche siciliane ed altre base di pesce.

Il centro storico, soprattutto il fine settimana, si riempie di giovani che bevono qualcosa nei bar e affollano Corso Vittorio Emanuele e in Via Fardella, di giorno luogo ideale per chi ha voglia di shopping.

Per gli amanti della discoteca i club organizzano eventi estivi nei vicini centri balneari,in location mozzafiato su tutta la costa trapanese. Durante il periodo invernale non mancano locali e disco dove poter passare un’intera notte in pista, anche nei vicini centri della provincia.


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Cosa vedere a Zafferana Etnea

Ecco Cosa Vedere a Zafferana Etnea

Dove si trova Zafferana Etnea

Uno spettacolare balcone in pietra lavica che si affaccia dal versante orientale dell’Etna direttamente sulla costa del Mar Ionio. Ecco Zafferana Etnea.

Città che trae le sue risorse dal vulcano, costruita con la pietra nera dell’Etna ma che più volte è stata da questa minacciata e violata.

Immersa in un bel paesaggio naturale, ombrato da alti castagni, Zafferana  è divenuta da tempo località mondana per le sue fresche serate d’estate e località particolarmente vivace durante l’autunno etneo.

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L’origine dell’abitato si deve alla presenza  di un antico monastero durante il periodo medievale. Tuttavia gli eventi sismici ed eruttivi  che hanno caratterizzato il versante orientale di Sicilia nel 1693 non hanno lasciato tracce evidenti del suo passato.

L’agglomerato urbano di Zafferana si raccoglie intorno al suo centro storico, caratterizzato dalle basole in pietra lavica, dalla Chiesa di Maria Santissima della Provvidenza e del Municipio. La prima fu edificata a partire dal 1731 ma soltanto il secolo nel successivo ultimata. L’esterno si mostra in pietra bianca di Siracusa con chiare fattezze barocche. Al suo interno è custodito l’Altarino della Madonna della Provvidenza, più volte invocato e portato in processione per salvare Zafferana dalle colate laviche che ne hanno più volte lambito la parte superiore della città. Il Municipio invece è stato recentemente restaurato, dopo essere divenuto inagibile a seguito del terremoto del 1984. Oggi è ammirabile in un armonioso stile liberty.


L’aspetto accattivante della città non è passato inosservato a Franco Zeffirelli, regista di fama internazionale che proprio qui ha deciso di ambientare diverse scene del film Storia di una Capinera.

Località ideale per chi volesse trascorrere una serata di relax, magari lasciandosi tentare da qualche granita o dai piatti della cucina locale, Zafferana vanta diversi itinerari naturali che si diramano lungo il crinale del vulcano.

Il venticello che rinfresca l’aria a quasi 700 metri d’altezza, l’amenità del posto, insieme al panorama su Catania e la qualità dei diversi locali che si trovano nel luogo, rendono Zafferana Etnea una meta alternativa alle località della costa.

L’Ottobrata di Zafferana Etnea

Ad Ottobre Zafferana è la protagonista incontrastata delle serate etnee: migliaia di persone invadono la città per la famosa Ottobrata, kermesse in cui fanno bella mostra i migliori prodotti dell’artigianato e della cucina locale.


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Cosa vedere a Randazzo

Scopri Cosa Vedere a Randazzo

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Dove si trova Trecastagni

Randazzo è il centro più vicino alla sommità dell’Etna: posto in una posizione strategica tra i fiumi Simeto e Alcantara è una graziosa cittadina di chiare fattezze medievali.

Per la sua posizione fu usata dai tedeschi come uno degli ultimi avamposti prima di lasciare la Sicilia nel secondo conflitto mondiale: le ricadute furono assai pesanti sia per la popolazione sia per le costruzioni fortemente bombardate dagli Alleati.

Randazzo ha comunque mantenuto il suo aspetto medievale, reso ancor più caratteristico dal colore delle costruzioni, edificate con gli scuri blocchi lavici.

Trascorrere una giornata a Randazzo è sicuramente un’esperienza da provare: il paese, ben ordinato, mantiene un particolare fascino antico oltre ad occupare un’eccellente posizione per raggiungere i luoghi d’alta quota più affascinanti.

I musei di Randazzo

Il Museo Vagliasindi, situato presso la Torre di Randazzo, espone un importante numero di ceramiche, prevalentemente greche (VI- III secolo a.C.), rinvenute nelle zone limitrofe alla città. Tra i pezzi di maggiore importanza, l’oinochoe, un grande vaso utilizzato nell’antichità per miscelare il vino; alcune lekythoi (vasi funerari) e due helikes, fermagli per capelli. Al piano inferiore, Il museo dei Pupi siciliani consta di 21 marionette, ancora perfettamente utilizzabili, realizzati nei primi anni del Novecento.

Il Museo Civico di Scienze naturali, in Via Cesare Beccaria, contiene numerose raccolte di reperti zoologici e naturalistici, caratteristici del territorio: si distinguono raccolte di farfalle, volatili, pesci fossili e reperti minerali, tra i quali spiccano le pietre vulcaniche. 

La storia di Randazzo


Seppur siano stati ritrovati tracce d’insediamenti umani in periodi antichi, l’origine dell’attuale agglomerato urbano di Randazzo risale al periodo bizantino.

E’ durante il periodo Normanno che la città acquista maggiore importanza e prestigio: fortificata da robuste mura e da ben 8 torri difensive per difendere il versante nord dell’Etna, al suo interno ospitò il quartier generale delle truppe lombarde, dando vita al quartier di San Martino. L’influsso fonetico ereditato dalle truppe nordiche è ancora presente nel dialetto locale.

Radazzo ebbe notevole importanza nelle lotte della guerra del Vespro, divenendo base militare delle truppe di Pietro I d’Aragona e successivamente dimora estiva di Federico II d’Aragona. Dal XV secolo la sua importanza si ridusse progressivamente, a causa di saccheggi e pestilenze che ne decimarono la popolazione.

Nel Novecento, la seconda guerra mondiale inflisse profonde ferite alla comunità, distruggendo gran parte delle opere architettoniche presenti.

La Randazzo odierna sta sviluppando un’efficace vocazione turistica, grazie alle belle e caratteristiche costruzioni architettoniche giunte fino ai nostri giorni, alla vicinanza con tre diversi parchi naturali (Il Parco dell’Etna, Il Parco dei Nebrodi e Il Parco fluviale dell’Alcantara) ed un’ottima tradizione enogastronomica.

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Cosa vedere a Sciacca

Dove si trova Sciacca

Scopri Cosa Vedere a Sciacca


Vivace cittadina balneare nella parte sud-occidentale dell’isola, la città di Sciacca ha sviluppato negli ultimi anni una forte vocazione turistica. Famosa sin dall’antichità per le sue terme, Sciacca conserva ancora oggi interessanti spunti storici all’interno del suo centro storico.

Importante centro per la lavorazione della ceramica, località balneare ambita soprattutto dai giovani, e famosa per organizzare  uno tra i più bei carnevali siciliani, Sciacca si è ormai affermata quale località dai numerosi motivi turistici sulla costa meridionale di Sicilia.

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Le terme di Sciacca


L’utilizzo delle acque termali di Sciacca per scopi terapeutici si fa risalire addirittura al periodo greco, rendendo tale complesso termale il più antico che si ricordi. L’utilizzo di  acque e fanghi salutari si protrasse fino al periodo arabo. Nei secoli successivi tuttavia, la pratica delle terme subì un progressivo accantonamento.

Tra il Settecento e l’Ottocento, i primi studi medici sulle caratteristiche delle acque attestarono le loro proprietà benefiche, dando nuovo slancio all’economia delle terme. Oggi Sciacca rappresenta uno dei più grandi centri termali di Sicilia, grazie allo Stabilimento delle Nuove Terme e lo Stabilimento delle Stufe vaporose, dove migliaia di persone ogni anno trovano refrigerio nei fanghi e nelle acque sulfuree.

Il Carnevale di Sciacca


Tradizionale festa sin dall’Ottocento, il Carnevale di Sciacca è tra i più celebri e festosi di tutta la Sicilia. Carri allegorici, infiorati e semi-meccanici sfilano per diversi giorni nel centro della Città tra musica, coriandoli e stelle filanti.

Immancabile ogni anno, lo storico carro di Peppe Nappa: la tradizione vuole fosse un contadino di spiccata intelligenza, che usava la festa per prendersi gioco delle autorità politiche dell’epoca. Alla fine della giornata del martedì, il carro per tradizione viene incendiato, mentre una giuria premia i carri più belli.

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La storia di Sciacca


Fondata nel VII secolo a.C. dagli abitanti di Selinunte, Sciacca divenne nell’antichità un importante centro della costa meridionale grazie alla posizione strategica vicina  ad Agrigento. Le sue terme inoltre vennero sempre ben apprezzate, dai greci fino agli arabi. Proprio dall’arabo deriva il suo nome: venne chiamata as-saqah o più probabilmente xacca, termini che indicano abbondanza d’acqua, da cui l’attuale nome Sciacca.

Durante il periodo arabo, la città riuscì a instaurare importanti rapporti commerciali con il Nord-Africa e a sviluppare una fiorente agricoltura, frutto del connubio tra le terre fertili e le innovazioni agrarie arabe. Successivamente la città alternò periodi di sviluppo ad altri meno fiorenti. Il XIV secolo, ad esempio, fu caratterizzato dalle sanguinose lotte tra le due famiglie più importanti della città, i Perollo e i Luna. Dei secoli successivi, grande clamore ebbe la scoperta dei banchi di corallo in prossimità del litorale, che diedero nuovo vigore all’economia della città.

Oggi Sciacca si afferma come località turistica, visitabile tutto l’anno, per trascorrere qualche giorno di relax e cultura.

Cosa vedere a Caltagirone

Dove si trova Caltagirone

La città di Caltagirone rappresenta una delle mete più interessanti dell’entroterra siciliaono. Grazie alla sua posizione panoramica, arroccata su tre diverse colline, vanta splendide vedute sulla valle sottostante. Divenuta celebre per la qualità e la raffinatezza delle sue ceramiche, Caltagirone sta sviluppando una rilevante vocazione turistica, riuscendo ad attrarre numerosi visitatori durante tutto l’anno.

La scalinata, i presepi, la festa patronale di San Giacomo e il Barocco Patrimonio dell’Unesco rappresentano più di una buona ragione per conoscere questa vivace cittadina della provincia di Catania.

Cosa vedere a Caltagirone


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I musei di Caltagirone

Il Museo della ceramica di Caltagirone, situato presso il Teatrino, è facilmente raggiungibile da Via Roma. Fu inaugurato nel 1965, secondo nel suo genere soltanto a quello di Faenza. In esso, sono ben illustrati i cinquemila anni di storia della ceramica in Sicilia, con particolare riferimento alle opere locali.

Il Museo è diviso in tre sezioni, ognuna riferita ad un determinato periodo storico. La prima conserva reperti ceramici dall’età preistorica fino al periodo romano. La seconda sezione, invece, oltre ad avere manufatti del periodo medievale, presenta anche modellini delle fornaci utilizzati in passato. La terza, infine, contiene opere realizzate in epoca moderna, con particolare enfasi alle ceramiche di Caltagirone.

Il Museo Civico di Caltagirone è ospitato presso l’ex carcere borbonico, in Via Roma. Nella sezione archeologica e storica sono conservati ritrovamenti risalenti al periodo preistorico, monete di età greco-romana, e sculture medievali.

La pinacoteca custodisce bei dipinti realizzati dal periodo che va dagli anni precedenti al terremoto fino ai nostri giorni.

La storia di Caltagirone

Caltagirone è senza dubbio una delle più antiche città presenti in Sicilia, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici risalenti all’età preistorica.

Il periodo di maggiore prosperità si ebbe con i Normanni, artefici della sconfitta araba nel 1030: le truppe di Re Ruggero riuscirono ad espugnare il poderoso castello arabo, adesso completamente scomparso, trasformando ben presto Caltagirone in un punto di riferimento per tutto l’entroterra orientale della Sicilia.

I commerci e l’artigianato, trainati dalla produzione delle ceramiche, riuscirono ad incrementare la crescita socio-economica della città per diversi secoli. Fu il violentissimo terremoto del 1693 ad arrestare lo sviluppo di Caltagirone: interi quartieri vennero rasi al suolo, e soltanto la pazienza e la maestria della popolazione poterono far risorgere la città, nel chiaro stile barocco che oggi la contraddistingue.

Diede i natali a Don Luigi Sturzo, politico italiano di spicco della prima metà del Novecento e fondatore del Partito Popolare Italiano. Dopo aver subito una massiccia emigrazione negli anni successivi al secondo dopoguerra, Caltagirone sta finalmente affermando la sua vocazione turistica e culturale.

Caltagirone di sera

Trascorrere una notte a Caltagirone sarà sicuramente piacevole: la città conta un buon numero di locali e ristoranti dove prendere una pizza o gustare una cena di prodotti tipici siciliani.

Soprattutto nel fine settimana, Caltagirone è piuttosto animata: i ragazzi dei paesi vicini scelgono il centro storico e la Scalinata quale punto di ritrovo per trascorrere la serata. La sua posizione geografica inoltre la rende appetibile quale punto di partenza ad altre località d’interesse della Sicilia orientale.

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Cosa vedere a Bagheria e le ville

La Città e Le Ville di Bagheria

Dove si trova Bagheria

Località di villeggiatura per l’antica nobiltà palermitana, Bagheria è stato per molto tempo teatro di vanti e sfarzi, scelta dalle casate più importanti di Palermo quale luogo per edificare le loro grandiose ville.

Favorita dalla sua  soave posizione, in un delicato pendio tra il mare e il Monte Catalfano, resa celebre dalla cinematografia italiana, con il capolavoro Baaria, la città di Bagheria è una tappa consigliata per chi si trova a Palermo e dintorni.

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La storia di Bagheria


La storia di Bagheria è piuttosto recente, anche se tracce di insediamenti umani sono stati ritrovati in zona risalgono a circa 2500 anni fa.  Durante il periodo greco e romano, la zona era fittamente coperta da boschi, in seguito estirpati per ricavarne legname ed iniziare la coltivazione di agrumi e vitigni.

Fu in questo luogo ameno, panoramico sul mare, che l’aristocrazia palermitana decise di rifugiarsi dal caldo della città: dal XIV secolo iniziò la costruzione di grandiose ville, perlopiù in stile gotico, baroccheggiante o neoclassico. La città assunse sempre più l’aspetto di centro signorile, dalle strade ai viali alberati, favorita dall’architettura delle sue ville e dalla sempre più costante presenza dei nobili dell’epoca.

Oggi Bagheria si presenta come un centro dinamico, votato al commercio e all’agricoltura, in cui sono conservate le testimonianze della grandezza delle antiche e potenti famiglie palermitane.

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Cosa vedere ad Acireale

Dove si trova Acireale

Elegante cittadina barocca a pochi chilometri da Catania, Acireale sorge su un rilievo lavico che si affaccia direttamente sullo Ionio, la Timpa, da cui si apre un bellissimo panorama che giunge fino alla Riserva Marina Protetta de La Riviera dei Ciclopi. Divenuta famosa per organizzare uno dei più famosi Carnevale di Sicilia, Acireale conserva importanti segni del suo nobile passato che meritano senz altro di esser conosciuti.

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Scopri Cosa Vedere ad Acireale


Il mito di Acireale


Acireale si lega al mito narrato da Virgilio e Ovidio, del pastore Aci e della Ninfa Galatea. Secondo la leggenda, Aci venne ucciso dal ciclope Polifemo, geloso dell’amore che Galatea provava per Aci.

Venuta a conoscenza della tragica morte del suo amore, la ninfa si gettò in uno straziante pianto che impietosì anche gli Dei. Per alleviare il dolore di Galatea, gli Dei trasformarono allora il sangue di Aci in un fiume (Akis) così da poter ricongiungere Galatea ed Aci al interno del corso d’acqua per l’eternità.

Il Carnevale di Acireale


Il Carnevale di Acireale è ormai divenuto tra i più popolari e colorati della Sicilia.

I festeggiamenti si protraggono per oltre una settimana, con carri allegorici e infiorati che sfilano insieme a gruppi in maschera in un’atmosfera gioiosa e goliardica. I carri realizzati da diverse associazioni ritraggono caricature di personaggi storici e odierni in segno di scherno, contendendosi i favori della giuria che premierà il carro più bello a seconda della categoria d’appartenenza.

Le strade, affollate da gente proveniente da tutta la  Sicilia, ben presto si trasformano in tappeti di coriandoli e stelle filanti. Vengono montati anche piccoli parchi giochi e altre attrazioni, soprattutto per i più piccoli. Per la sua bellezza e animosità, il Carnevale di Acireale è gemellato ormai da tempo con il Carnevale più famoso d’Italia, il Carnevale di Viareggio. Da non perdere.

La storia di Acireale


Il nucleo urbano di Acireale deve la sua formazione a popolazioni del luogo che si stanziarono in un’area fertile vicina al mare abbondante di acqua dolci.

Colonizzata dai greci, divenne centro romano con il nome di Akis. Furono probabilmente i Bizantini che costruirono, intorno all’VIII secolo, il castello di Aci per difendersi dalle orde musulmane. Nel periodo medievale, il centro fu oggetto di numerose razzie da parte di popolazioni straniere: per questo motivo diverse famiglie lasciarono Acireale per recarsi in zone più sicure. I piccoli centri che ne sorsero portano ancora oggi l’iniziale di Aci nella loro denominazione.

Il terremoto del 1693 ebbe eventi drammatici anche ad Acireale distruggendo gran parte degli edifici dell’epoca: la ricostruzione però, fu assai ricca di palazzi signorili, ampie strade in basole di pietra lavica e importanti monumenti. Nel 1873 infine, venne inaugurato l’importante centro termale di Santa Venera.

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Acireale di sera


Le serate ad Acireale trascorrono piacevoli e tranquille un po’ tutto l’anno, ad eccezione del periodo di Carnevale, quando Acireale diventa il fulcro delle festività in Sicilia. Tuttavia se sarete fortunati, potrebbe capitare di assistere a qualche concerto di cantanti italiani o internazionali, che di solito si esibiscono all’interno del palazzetto dello sport.

All’interno della sua atmosfera nobile e barocca, Acireale offre al visitatori ottimi ristoranti e locali, oltre a diversi tipi di offerte di sistemazione per trascorrere qualche nottata ai piedi dell’Etna. Può essere considerata una buona tappa di sosta all’interno di un itinerario della Sicilia orientale o punto nodale per le visite delle località più belle che si trovano lungo la costa ionica tra Messina e Catania.