Riserva Naturale Orientata Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto


La Riserva Naturale Orientata Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto è un’area protetta di oltre 4.500 metri, sul versante occidentale del Parco delle Madonia, affacciata direttamente sul Mar Tirreno.

La Riserva vanta paesaggi naturalistici pittoreschi e variegati in cui zone umide e verdeggianti lasciano il passo ad altre più  rupestri. Il complesso montuoso, in parte di origini vulcaniche, ha le sue vette maggiori sul Monte San Calogero (1300 metri) e Pizzo Trigna (1250 metri) da dove si potrà ammirare un paesaggio unico sui golfi di Palermo e Termini Imerese.

La Riserva

La flora presenta pochi esemplari di grandi alberi, con rare eccezioni di lecci e querce. Il paesaggio però è ben colorato di verde grazie alle ampie distese di erba e arbusti che ne hanno colonizzato le pareti dei monti. La fauna presente nella Riserva conta un buon numero di ricci, istrici, gatti selvatici e donnole mentre l’avifauna può contare sulla prestigiosa presenza dell’aquila reale.

Se siete interessati ad escursioni ed esplorazioni, nutrirete un interesse particolare per questi luoghi. Nella Riserva infatti si trovano tre diverse grotte (la grotta Mazzamuto, la grotta Brigli e la grotta Leone) in cui sono stati ritrovati tracce di insediamenti preistorici, oggetto di grande valore per gli appassionati.

Come arrivare

La Riserva naturale è facilmente raggiungibile da Palermo percorrendo l’autostrada A19 fino alla deviazione per Casteldaccia, subito dopo Bagheria. Da cui occorrerà prendere la Strada provinciale 16 in direzione sud, seguendo le indicazioni che portano a Ventimiglia di Sicilia. Prima di arrivare al paese una deviazione sulla sinistra vi condurrà all’ingresso della Riserva.

Riserva Naturale Orientata Serre della Pizzuta


Alle spalle di Palermo, la Riserva delle Serre della Pizzuta si estende su di una superficie di circa 400 ettari, al fine di salvaguardare l’habitat naturale di un piccolo agglomerato montuoso che ha nel Monte Pizzuta, a 1.333metri, la vetta più alta.

La Riserva

La vegetazione all’interno della Riserva è più rigogliosa ad alta quota, in cui ai pini del luogo sono stati affiancati altre tipologie di aghifoglie e piante di cedro, oltre ad eucalipti, acero e lecci. Da sottolineare la presenza di una pianta rara come la lingua cervina felce, superstite grazie alle particolari condizioni atmosferiche della Riserva.

Ad una fauna terrestre non particolarmente varia, dove sarà comunque possibile avvistare volpi e gatti selvatici, si compone una ricca avifauna, che conta tra gli altri l’aquila del bonelli, l’aquila reale e il falco pellegrino.

L’azione degli agenti atmosferici ha permesso la formazione di particolari cavità all’interno della Riserva come la Grotta del Garrone e la Grotta dello Zubbione, in cui si sono conservate particolari formazioni erbacee oggetto di vari studi scientifici. Anche queste grotte sono state in passato rifugio per l’uomo preistorico, come testimoniano i reperti archeologici ritrovati al loro interno.

Per chi vorrà fare un salto all’interno della Riserva, sarà possibile scoprirla attraverso sentieri di diversa difficoltà e durata, facilmente raggiungibili da Piana degli Albanesi: in primavera i percorsi vengono attorniati da distese infiorate che sprigionano un incredibile odore di natura che vi accompagnerà fino in cima.

Come arrivare

Uno degli ingressi principali della Riserva di Serre della Pizzuta è presso Piana degli Albanesi, raggiungibile da Palermo tramite la Strada Statale SS 624, uscendo alla deviazione di Villagrazia. Si continua quindi sulla Strada provinciale SP 5, fino a giungere a Piana degli Albanesi. Sul versate nord-ovest si troverete il principale accesso alla Riserva.

Riserva Naturale Orientata Foce del fiume Platani


Sul versante meridionale della costa di Sicilia, lo sbocco a mare del fiume Platani consente di ammirare un paesaggio naturale incontaminato, impreziosito dalla presenza di grandi uccelli migratori che sostano qui prima di riprendere il volo.

La Riserva

Istituita per salvaguardare questo tratto di costa, la Riserva si estende per oltre 200 ettari, in cui una fitta vegetazione tipica delle zone salmastre inonda di verde il paesaggio. Tra queste, il più bello da ammirare è il giglio marino.

Gli aironi e i cavalieri d’Italia sono ben rappresentati di numero, soprattutto durante i periodi di migrazione, rinfrescandosi nelle acque del fiume Platani.

La spiaggia, sormontata dal candido promontorio di Capo Bianco, corre fino alla località di Borgo Monsignore, rappresentando uno dei più bei litorali della costa meridionale.

Come arrivare

Dall’aeroporto “Falcone Borsellino” si trova a circa 2 ore. Imboccate l’autostrada A 29 che da Palermo conduce a Mazara del Vallo, uscite a Castelvetrano e proseguite per la SS 115 direzione Agrigento. Infine svoltate per la SS 386 direzione Ribera.

Riserva naturale dello Zingaro: itinerari e cosa vedere


La selvaggia bellezza della Riserva Naturale dello Zingaro si estende per 1600 ettari, con 7 kilometri di costa incontaminata, scenario di straordinario fascino sul versante occidentale della Sicilia.

Posta tra San Vito Lo Capo e Scopello, lungo un litorale meraviglioso, alle sue spalle si apre un territorio collinare in cui sicontano più di 650 specie vegetali tipiche della macchia mediterranea. La Riserva inoltre, costituisce l’habitat ideale per falchi e aquile, che vengono per riprodursi.

E’ possibile visitare la Riserva attraverso diversi sentieri, alcuni più semplici, altri un po’ più impegnati, per cui non dimenticate cappellino e borraccia d’acqua fresca. La Riserva dello Zingaro, instaurata nel 1980, è stata la prima Riserva Naturale posta a tutela del territorio siciliano.

Il Mare, itinerari e cosa vedere nella Riserva dello Zingaro

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Sette kilometri di paradiso: il litorale della Riserva dello Zingaro è uno dei posti più ameni dell’intera Sicilia, in uno scenario naturale assai vario ma in qualsiasi modo fantastico: dagli scogli bassi, ai promontori a picco sul mare, dalle calette alle spiagge di coste, di ciottoli o di sabbia. Sarà entusiasmante conoscere tutti i tipi di costa che qui sono mantenuti in un eccellente stato naturale. L’acqua del mare, placida, rinfrescante e limpidissima completa questo capolavoro della natura: qui branchi di pesce, alghe rare e crostacei vivono indisturbati, lasciandosi piacevolmente immortalare dalle foto dei sub. I fondali, nascondono grotte e rientranze di particolare bellezza: non dimenticate quindi maschera e boccaglio.

Accessibile soltanto a piedi, l’alta costa dello Zingaro si tuffa nell’azzurro mare del Golfo di Castellammare, dando vita a luoghi di indescrivibile bellezza tra insenature, scogli e grotte di piccole e grandi dimensioni. Tra le più suggestive segnaliamo Cala Beretta, Cala Varo,  Cala Marinella, Ficarella e Punta della Capreria.

La Flora nella Riserva dello Zingaro


Famosa per l’ampia varietà di piante, la Riserva Naturale dello Zingaro ne conta quasi 700 esemplari, di cui 20 definite rare. Da sempre presenti in gran quantità le palme nane, di cui le foglie venivano sfruttate per intrecci di vario tipo. Il frassino da manna invece, veniva sfruttato per le proprietà del  legno, oltre che per l’estrazione della manna. Abbondano esemplari di alloro, malva, cappero e fichi d’india.

Tra le piante rare, diversi tipi d’orchidea oltre al limonio di Todaro. Durante la primavera invece l’intera Riserva si riempe di scintillanti fiori, che sbocciano in una miriade di colori: l’azzurra erba perla, i candidi mazzetti dell’ibiride, ma anche giaggiolo variegato, lo zafferano, i grossi girasoli e molti altri ancora.

La Fauna nella Riserva dello Zingaro


La sola presenza del falco pellegrino è assai indicativa di come la Riserva dello Zingaro abbia mantenuto intatto il suo habitat. Sono infatti ben 39 le specie di volatili che scelgono questa parte della costa per deporre le uova, il numero più alto nell’intera Sicilia.

La numerosa avifauna comprende anche esemplari di aquila reale, falco pecchiaiolo, gabbiani, civette, cardellini, gazze e usignoli. Il mammifero più facile da incontrare è il coniglio ma numerosi sono anche gli esemplari di volpe che si aggirano per la Riserva. Se vi incamminate tra i sentieri, fate attenzione alle vipere, anch’esse presenti all’interno della Riserva.

Cenni storici della Riserva dello Zingaro


La denominazione Zingaro alla zona venne probabilmente usato in passato per individuare l’attuale sito naturale, assai irto e scosceso.

Dalla grotta dell’Uzzo sono giunti a noi importanti reperti, come i graffiti sulle pareti che testimoniano la presenza dell’uomo anche durante l’epoca preistorica. Di eccezionale valore i ritrovamenti delle sepolture dell’epoca all’esterno della grotta, che fanno presumere riti d’adorazione nei confronti di divinità antiche: questi resti umani sono ritenuti tra i più importanti del periodo preistorico rinvenuti in Europa.

Si sa inoltre, che l’uomo dello Zingaro era dedito alla pastorizia, da cui ricavava le principali fonti di sostentamento. Non si hanno particolari informazioni riguardanti il periodo romano e bizantino, mentre la zona fu luogo di fervore durante il periodo arabo.

Sotto i Normanni, la zona venne divisa in feudi e governata tramite i bagli, tipiche costruzioni della Sicilia occidentale, in cui i proprietari terrieri accentravano le costruzioni dei contadini. Di questi restano ancora visibili il Baglio Cusenza e il Baglio di Scopello.

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Riserva naturale di Vendicari: itinerari, sentieri e cosa vedere

Dove si trova Noto

La Riserva Naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari comprende un’area di 15.000 ettari di incredibile valore per la diversità degli ambienti che la costituiscono, ponendosi tra le aree naturali più interessanti in Italia e d’Europa.

Posta nell’estremità sud-orientale della Sicilia, la Riserva di Vendicari si allunga per 8 kilometri di costa incontaminata, alternando zone umide di acqua dolce presenti nella soprattutto nella parte nord, alle lagune costiere, a loro volta vicine ad un’altro habitat molto particolare caratteristico delle zone nordafricane : le dune costiere.

Cosa vedere della Riserva di Vendicari

Per conoscere la Riserva nella sua totalità, seguite i diversi sentieri che si diramano all’interno dell’area protetta. Per la sua vastità occorrerà impiegare qualche ora di camminata per coprirla tutta. In alternativa, munitevi di biciclette per ridurre le fatiche.

La Riserva di Vendicari è inoltre meta di turisti italiani e stranieri che la scelgono per godere del sole e del mare di Sicilia. Tutto il tratto costiero ha una bellezza unica, con le spiagge di Calamosca, Eloro, Marianelli e la spiaggia centrale. Sono luoghi bellissimi e incontaminati, in cui la sabbia fine digrada in un mare da favola.

Ma non è finita qui. La Riserva presenta spunti archeologici da non sottovalutare: del periodo greco rimane ben visibile il tracciato stradale che collegavo il centro marinaro a Noto antica.

Del periodo bizantino invece, è rimasta superstite una catacomba ed altri luoghi funerari.

Infine, la tonnara e la torre d’avvistamento di Vendicari, risalente al periodo normanno, ancora oggi ben visibile da tutta la Riserva, da qui quest’ultima ne ha ereditato il nome.

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Flora e Fauna della Riserva di Vendicari


L’habitat naturale, preservato da qualsiasi intervento invasivo dell’uomo, e la presenza di grandi specchi d’acqua dolce lo rendono punto d’approdo per i grandi uccelli  durante il periodo delle emigrazioni: dai numerosi punti d’avvistamento sarà possibile ammirare esemplari di fenicottero, airone, cicogna, spatola e cavaliere d’Italia.

La flora che si insedia tra i tratti rocciosi e sabbiosi della costa è assai varia, con una forte presenza di palma nana, timo e finocchio di mare. Nella parte più interna della Riserva invece, la tipica macchia mediterranea ne colora il paesaggio, con una miriade di esemplari di colorate orchidee. La fauna terrestre qui presente si compone principalmente di piccoli mammiferi come la volpe e le istrici,oltre a rettili e anfibi.

Come arrivare a Vendicari

Da Catania, si percorre l’autostrada Catania-Siracusa fino all’uscita di Cassibile. Da qui si prosegue tramite la Strada Statale SS 115 fino a Noto per poi proseguire verso Pachino sulla Strada Provinciale 19. A meno di 10 kilometri da Noto si trova la deviazione che porta all’ingresso principale della Riserva

Riserva naturale di Cassibile(Laghetti di Avola): itinerari e cosa vedere

Dove si trova Siracusa

La Riserva Naturale di Cava Grande sul Cassibile rappresenta uno dei più spettacolari paesaggi naturali che potrete ammirare in Sicilia.

La Riserva è dominata da un canyon di roccia bianca lunga oltre 10 kilometri all’interno del quale scorre il fiume Cassibile, artista di questa meravigliosa opera naturale. La base del gola si raggiunge dopo una discesa con dislivello di oltre 300 metri attraverso sentieri impervi e sdrucciolevoli.

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La Riserva del Cassibile – Laghetti di Avola: itinerari e cosa vedere


La fatica della discesa sarà ampiamente ripagata dal paesaggio paradisiaco che vi attornierà: immersi tra le alte pareti bianchi, colorate a sprazzi da piantagioni spontanee, scorrono le fresche e trasparenti acque del Cassibile, dando vita a specchi d’acqua e piccole cascate dove poter godere di una tranquillità surreale. Sono i laghetti d’Avola, così conosciuti dalla popolazione locale.

Lasciata la macchina nel parcheggio situato in vetta, da cui si gode uno stupendo colpo d’occhio su tutto il canyon, si potrà scendere da uno dei numerosi sentieri che si diramano tra le pareti della Riserva.

Per poter scendere e soprattutto risalire senza alcuna preoccupazione occorre giungere a Cava Grande equipaggiati di tutto punto: scarpe da trekking e da ginnastica, acqua abbondante, occhiali da sole (dato che il sole si riflette sulla roccia bianca), scarpette di gomma per entrare in acqua senza alcuna difficoltà e ovviamente la macchina fotografica per immortalare questo incantevole paesaggio, unico esempio nel suo genere in tutta la Sicilia.

Istituita nel 1990, la Riserva copre un area di circa 3000 ettari, comprendendo i comuni di Siracusa, Avola e Noto, nella parte sud orientale dell’isola.

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Flora e Fauna della Riserva


 

La vegetazione all’interno della Riserva di Cava Grande è tipica del paesaggio ibleo con gli alberi di carrubo e olivastro a caratterizzare il paesaggio in vetta. All’interno delle gole invece oltre ad arbusti ed erbe spontanee si trovano diverse specie orchidee e vegetazione fluviale.

La fauna non è particolarmente ricca all’interno della Riserva, seppur non mancano istrici, rane, pesci, tartarughe e qualche granchio che scappa immediatamente alla vostra vista. Ma i primi animali che scorgerete saranno sicuramente i grandi rapaci che accolgono i visitatori con i loro continui volteggiare sopra la gola della Riserva.