Riserva Naturale Orientata Pantalica, Valle dell’Anapo, Torrente Cava Grande


La Riserva Naturale Orientata Pantalica, Valle dell’Anapo, Torrente Cava Grande rappresenta un incredibile itinerario di interesse naturale, paesaggistico, storico e archeologico. La Riserva comprende un’ampia fetta dell’altopiano ibleo, oltre ai resti della necropoli di Pantalica,  Patrimonio dell’Unesco e luogo ancora avvolto da un alone di mistero, insieme al fiume Anapo, uno dei più grandi corsi d’acqua di Sicilia.

La Riserva Valle dell’Anapo – Pantalica

La Riserva conta oltre 3.700 ettari di spettacolari scorci paesaggistici, con le limpide acque dell’Anapo, che scorrono tra le bianche rocce e il verde tipico della macchia mediterranea: la Riserva è una tappa da non perdere per chi si appresta a conoscere la Sicilia.

Dai differenti microclimi ne deriva una variegata vegetazione tipicamente mediterranea, composta principalmente da esemplari di leccio, querce, e oleandri oltre a piante rupestri di dimensioni minori. Oltre a ricche colonie di variopinte orchidee è importante ricordare il platano orientale, una pianta dalla folta chioma che ha proprio all’interno della Riserva le unici esemplari presenti sul territorio nazionale.

Anche la presenza faunistica vanta una copiosa composizione: dai mammiferi come la volpe e le istrici, ai grandi predatori del cielo come le aquile, fino alla presenza della trota siciliana, pesce poco noto ma testimonianza effettiva della pulizia delle acque dell’Anapo.

Per chi si vorrà addentrare all’interno di questo contesto naturale di rara bellezza, avrà la possibilità di scegliere tra diversi sentieri che si allungano all’interno della Riserva per qualche kilometro, consentendo anche ai meno allenati la possibilità di godere della natura incontaminata di Sicilia.

Come arrivare alla Riserva dell’Anapo – Pantalica

Da Siracusa la Riserva Naturale Orientata Pantalica, Valle dell’Anapo, Torrente Cava Grande dista circa 30 kilometri. Dal capoluogo dirigetevi verso Floridia attraverso la Strada Statale SS 114. Lasciata alle spalle Floridia, proseguite verso Solarino e continuate ancora in direzione Cassaro-Ferla, deviando sulla Strada Provinciale SP 45. Pochi kilometri dopo il Bivio, iniziano le indicazioni per l’ingresso alla Riserva.

Riserva Naturale Orientata La Timpa


La Timpa di Acireale è uno scenario che non trova eguali in nessun altra parte d’Europa: un balcone lavico che si affaccia a strapiombo sul mare per 7 kilometri, nascondendo alla sua base piccole spiaggette e punti d’ormeggio.

Per l’importanza e l’unicità del sito la Riserva tutela il territorio per circa 220 ettari, in cui grazie alle difficoltà d’accesso, l’ambiente circostante si è mantenuto praticamente intatto.

La Riserva

La conformazione di questo particolare scenario naturale si deve all’attività vulcanica dell’Etna durante le diverse fasi della sua formazione: a testimonianza delle fase eruttive avvenute direttamente sotto il livello del mare, si trovano i pillows, blocchi lavici rotondi dovuti a particolari fenomeni durante le eruzioni sottomarine.

La flora della Riserva mantiene i tratti distintivi della macchia mediterranea con ampie distese di ulivi e fichi d’india che insieme agli agrumeti ne colorano il paesaggio. La fauna è composta principalmente da piccoli mammiferi come il riccio e la donnola e soprattutto dai volatili, con bellissimi esemplari di gabbiani reali che svolazzano già nei primi giorni di marzo.

Per chi volesse conoscere questo eccezionale palcoscenico naturale, sarà possibile visitare la riserva attraverso diversi percorsi dedicati che si inerpicano lungo il costone della Timpa. Non mancheranno lungo i sentieri diversi accenni al passato di questo luogo, come la Fortezza del Tocco, antico punto d’avvistamento nemico, e la dismessa arteria ferroviaria. Sulla parte costiera invece, riscuote sempre grande stupore la Grotta dei Colombi, al cui interno sono presenti rari esempi di basalti colonnari.

Come arrivare

La Riserva Naturale de La Timpa dista pochi kilometri da Catania. Basta imboccare la Strada Statale SS 114 e da qui decidere la deviazione migliore. Ne troverete diverse, dato che la Riserva occupa un tratto di costa occupato da diverse borgate marinare e tutta la fascia costiera di Acireale.

Riserva Naturale Orientata Rossomanno, Grottascura, Bellia


La Riserva Naturale di Rossomanno, Grottascura, Bellia colora di verde il paesaggio dell’entroterra di Sicilia. La Riserva si estende su di un vasto territorio che supera i 2000 ettari di superficie a circa 800 metri dal livello del mare, distante pochi kilometri dalla città di Enna.

L’istituzione della Riserva si deve alla volontà di preservare i pochi esemplari di conifere rimasti in quella che un tempo rappresentavano vero e proprio polmone verde della Sicilia. Il rimboschimento della zona, seppur attraverso piante non caratteristiche dei paesaggi siciliani, ha comunque portato ad una attenzione diffusa per quello che in passato è stato un antico sito d’insediamento già dai tempi preistorici.

La Riserva

La vegetazione è protagonista di eccezionali giochi di colore durante la primavera, quando i fiori, illuminati dal sole, sprigionano tutta la bellezza dei loro petali. Le piante di fusto maggiore sono i pini, gli eucalipti, i castagni, le querce e i noci, che ombreggiando il territorio danno vita a un ricco sottobosco.

La fauna della Riserva si compone principalmente di piccoli mammiferi e soprattutto di volatili, rapaci cacciatori come il falco o il gheppio e piccoli uccellini, assai colorati come il fringuello e il cardellino. Al fine di garantirne l’incolumità, la Lega Nazionale Protezione agli Uccelli (LIPU) è presente all’interno dell’area protetta con una propria sede per il recupero della fauna selvatica.

diversi percorsi della Riserva hanno bassa difficoltà a causa dei modesti dislivelli e sono percorribili sia a piedi che in mountain-bike. Attraverso i sentieri potrete conoscere la parte più nascosta dell’area protetta, come le antiche rovine degli insediamenti medievali di Rossomano, andati distrutti nel 1300, o le cosiddette pietre incantate, curiose sculture della natura alte sino a 3 metri.

Se tutto ciò non vi sembra abbastanza, a pochi kilometri troverete il Parco Minerario Floristella-Grottacalda, testimonianza dell’estrazione dello zolfo, una delle principali attività economiche della Sicilia nel suo recente passato.

Come arrivare

La Riserva Naturale Orientata Rossomanno, Grottascura, Bellia si raggiunge da Enna immettendosi sulla Strada Statale SS 561, verso Pergusa e deviando al bivio per la Strada Statale SS 117bis che conduce ad Aidone. La Riserva sarà già ben visibile.

Riserva naturale dello Zingaro: itinerari e cosa vedere


La selvaggia bellezza della Riserva Naturale dello Zingaro si estende per 1600 ettari, con 7 kilometri di costa incontaminata, scenario di straordinario fascino sul versante occidentale della Sicilia.

Posta tra San Vito Lo Capo e Scopello, lungo un litorale meraviglioso, alle sue spalle si apre un territorio collinare in cui sicontano più di 650 specie vegetali tipiche della macchia mediterranea. La Riserva inoltre, costituisce l’habitat ideale per falchi e aquile, che vengono per riprodursi.

E’ possibile visitare la Riserva attraverso diversi sentieri, alcuni più semplici, altri un po’ più impegnati, per cui non dimenticate cappellino e borraccia d’acqua fresca. La Riserva dello Zingaro, instaurata nel 1980, è stata la prima Riserva Naturale posta a tutela del territorio siciliano.

Il Mare, itinerari e cosa vedere nella Riserva dello Zingaro

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Sette kilometri di paradiso: il litorale della Riserva dello Zingaro è uno dei posti più ameni dell’intera Sicilia, in uno scenario naturale assai vario ma in qualsiasi modo fantastico: dagli scogli bassi, ai promontori a picco sul mare, dalle calette alle spiagge di coste, di ciottoli o di sabbia. Sarà entusiasmante conoscere tutti i tipi di costa che qui sono mantenuti in un eccellente stato naturale. L’acqua del mare, placida, rinfrescante e limpidissima completa questo capolavoro della natura: qui branchi di pesce, alghe rare e crostacei vivono indisturbati, lasciandosi piacevolmente immortalare dalle foto dei sub. I fondali, nascondono grotte e rientranze di particolare bellezza: non dimenticate quindi maschera e boccaglio.

Accessibile soltanto a piedi, l’alta costa dello Zingaro si tuffa nell’azzurro mare del Golfo di Castellammare, dando vita a luoghi di indescrivibile bellezza tra insenature, scogli e grotte di piccole e grandi dimensioni. Tra le più suggestive segnaliamo Cala Beretta, Cala Varo,  Cala Marinella, Ficarella e Punta della Capreria.

La Flora nella Riserva dello Zingaro


Famosa per l’ampia varietà di piante, la Riserva Naturale dello Zingaro ne conta quasi 700 esemplari, di cui 20 definite rare. Da sempre presenti in gran quantità le palme nane, di cui le foglie venivano sfruttate per intrecci di vario tipo. Il frassino da manna invece, veniva sfruttato per le proprietà del  legno, oltre che per l’estrazione della manna. Abbondano esemplari di alloro, malva, cappero e fichi d’india.

Tra le piante rare, diversi tipi d’orchidea oltre al limonio di Todaro. Durante la primavera invece l’intera Riserva si riempe di scintillanti fiori, che sbocciano in una miriade di colori: l’azzurra erba perla, i candidi mazzetti dell’ibiride, ma anche giaggiolo variegato, lo zafferano, i grossi girasoli e molti altri ancora.

La Fauna nella Riserva dello Zingaro


La sola presenza del falco pellegrino è assai indicativa di come la Riserva dello Zingaro abbia mantenuto intatto il suo habitat. Sono infatti ben 39 le specie di volatili che scelgono questa parte della costa per deporre le uova, il numero più alto nell’intera Sicilia.

La numerosa avifauna comprende anche esemplari di aquila reale, falco pecchiaiolo, gabbiani, civette, cardellini, gazze e usignoli. Il mammifero più facile da incontrare è il coniglio ma numerosi sono anche gli esemplari di volpe che si aggirano per la Riserva. Se vi incamminate tra i sentieri, fate attenzione alle vipere, anch’esse presenti all’interno della Riserva.

Cenni storici della Riserva dello Zingaro


La denominazione Zingaro alla zona venne probabilmente usato in passato per individuare l’attuale sito naturale, assai irto e scosceso.

Dalla grotta dell’Uzzo sono giunti a noi importanti reperti, come i graffiti sulle pareti che testimoniano la presenza dell’uomo anche durante l’epoca preistorica. Di eccezionale valore i ritrovamenti delle sepolture dell’epoca all’esterno della grotta, che fanno presumere riti d’adorazione nei confronti di divinità antiche: questi resti umani sono ritenuti tra i più importanti del periodo preistorico rinvenuti in Europa.

Si sa inoltre, che l’uomo dello Zingaro era dedito alla pastorizia, da cui ricavava le principali fonti di sostentamento. Non si hanno particolari informazioni riguardanti il periodo romano e bizantino, mentre la zona fu luogo di fervore durante il periodo arabo.

Sotto i Normanni, la zona venne divisa in feudi e governata tramite i bagli, tipiche costruzioni della Sicilia occidentale, in cui i proprietari terrieri accentravano le costruzioni dei contadini. Di questi restano ancora visibili il Baglio Cusenza e il Baglio di Scopello.

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Riserva naturale di Vendicari: itinerari, sentieri e cosa vedere

Dove si trova Noto

La Riserva Naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari comprende un’area di 15.000 ettari di incredibile valore per la diversità degli ambienti che la costituiscono, ponendosi tra le aree naturali più interessanti in Italia e d’Europa.

Posta nell’estremità sud-orientale della Sicilia, la Riserva di Vendicari si allunga per 8 kilometri di costa incontaminata, alternando zone umide di acqua dolce presenti nella soprattutto nella parte nord, alle lagune costiere, a loro volta vicine ad un’altro habitat molto particolare caratteristico delle zone nordafricane : le dune costiere.

Cosa vedere della Riserva di Vendicari

Per conoscere la Riserva nella sua totalità, seguite i diversi sentieri che si diramano all’interno dell’area protetta. Per la sua vastità occorrerà impiegare qualche ora di camminata per coprirla tutta. In alternativa, munitevi di biciclette per ridurre le fatiche.

La Riserva di Vendicari è inoltre meta di turisti italiani e stranieri che la scelgono per godere del sole e del mare di Sicilia. Tutto il tratto costiero ha una bellezza unica, con le spiagge di Calamosca, Eloro, Marianelli e la spiaggia centrale. Sono luoghi bellissimi e incontaminati, in cui la sabbia fine digrada in un mare da favola.

Ma non è finita qui. La Riserva presenta spunti archeologici da non sottovalutare: del periodo greco rimane ben visibile il tracciato stradale che collegavo il centro marinaro a Noto antica.

Del periodo bizantino invece, è rimasta superstite una catacomba ed altri luoghi funerari.

Infine, la tonnara e la torre d’avvistamento di Vendicari, risalente al periodo normanno, ancora oggi ben visibile da tutta la Riserva, da qui quest’ultima ne ha ereditato il nome.

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Flora e Fauna della Riserva di Vendicari


L’habitat naturale, preservato da qualsiasi intervento invasivo dell’uomo, e la presenza di grandi specchi d’acqua dolce lo rendono punto d’approdo per i grandi uccelli  durante il periodo delle emigrazioni: dai numerosi punti d’avvistamento sarà possibile ammirare esemplari di fenicottero, airone, cicogna, spatola e cavaliere d’Italia.

La flora che si insedia tra i tratti rocciosi e sabbiosi della costa è assai varia, con una forte presenza di palma nana, timo e finocchio di mare. Nella parte più interna della Riserva invece, la tipica macchia mediterranea ne colora il paesaggio, con una miriade di esemplari di colorate orchidee. La fauna terrestre qui presente si compone principalmente di piccoli mammiferi come la volpe e le istrici,oltre a rettili e anfibi.

Come arrivare a Vendicari

Da Catania, si percorre l’autostrada Catania-Siracusa fino all’uscita di Cassibile. Da qui si prosegue tramite la Strada Statale SS 115 fino a Noto per poi proseguire verso Pachino sulla Strada Provinciale 19. A meno di 10 kilometri da Noto si trova la deviazione che porta all’ingresso principale della Riserva

Riserva Naturale Orientata Sambuchetti – Campanito


La Riserva Naturale Orientata Sambuchetti – Campanito è un’area protetta di 2300 ettari posta nella zona centro-settendrionale di Sicilia, a ridosso della dorsale del Parco  dei Nebrodi e il Parco della Madonie.

La Riserva, la più grande dell’ennese, presenta bellissimi spunti panoramici.  Basti pensare che le sue vette, superando i 1.500 metri, sono le più alte della Sicilia centrale.

Riserva Naturale Sambuchetti – Campanito

Lo scenario paesaggistico si costituisce di una folta vegetazione dovuta all’abbondanza di torrenti e corsi d’acqua: in passato le abbondanze idriche della zona venivano sfruttate per irrigare le zone meno fertili, come testimoniano i resti archeologici di vasche medievali e sistemi di irrigazione.

Una zona di particolare interesse è quella dei laghetti del Campanito, a oltre 1200 metri dal livello del mare. Il paesaggio è suggellato dalla Rocca Campanito, che insieme al laghetto costituisce uno scenario da cartolina.

La vegetazione è assai varia, con diverse specie di piante acquatiche e anfibie.

Tutto intorno, oltre ad arbusti da sottobosco, sono presenti alcuni esemplari di sugheri, lecci e querce. Da ammirare inoltre piante non comuni al paesaggio siciliano, come il Pioppo del Canada.

A quote più alte invece, sul Monte Sambughetti si trova una fitta zona boschiva di faggi, il Bosco della Giumenta, suggestivo per la posizione pittoresca che occupa.

La fauna della Riserva conta esemplari di piccoli mammiferi come la volpe, il coniglio e l’istrice oltre ad una discreta avifauna che può vantare la presenza del falco e del gheppio.

Sarà possibile effettuare escursioni e trekking grazie ai sentieri che si diramano per tutta l’area protetta, con piccole zone attrezza per fare sosta.

Come arrivare

Da Enna, si raggiunge il paese di Leonforte tramite la Strada Statale SS 121 e si prosegue per Nicosia, sulla stradale 117. La strada prosegue in direzione Mistretta: circa 30 km dopo aver lasciato Nicosia troverete le indicazioni per l’ingresso alla Riserva Naturale Sambuchetti – Campanito.

Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi


La Riserva Naturale Orientata Sugherata di Niscemi è un’area di quasi 3.000 ettari posta a tutela della più importante macchia di sughere presenti in Sicilia centrale, con esemplari secolari che superano i 15 metri d’altezza, esemplari tra i più grandi dell’intero Mediterraneo. In passato il bosco è stato uno dei giardini preferiti dalle casate nobiliari di Sicilia per l’abbondanza di selvaggina che permetteva grandi battute di caccia.

La Riserva

Oggi la Riserva si mostra come uno dei paesaggi naturali più caratteristici di Sicilia, con le grande sughera sempre verde affiancata da grossi esemplari di leccio, quercia, carrubo, oleastro e una vegetazione sottoboschiva tipica degli scenari mediterranei.

La fauna è presente con diversi esemplari di coniglio, volpe, gatto selvatico e istrice mentre tra i rapaci che volteggiano la Riserva sarà possibile avvistare falchi e gheppi.

Sarà possibile vivere l’ambiente naturale della Riserva attraverso i diversi percorsi presenti al suo interno percorribili a piedi, in bici o a cavallo. Lungo i percorsi non mancheranno le aree attrezzate per una breve pausa.

Come arrivare alla Riserva Naturale di Niscemi

Da Caltanissetta si prosegue sulla Strada Statale SS 626 Caltanissetta-Gela  ed uscire allo svincolo per Riesi/Mazzarino/Niscemi ed entrare nella strada statale 190. Da qui si prosegue sulla strada provinciale 12 fino a Niscemi, dove nella parte meridionale del paese inizia la Riserva Naturale Sugherata di Niscemi.

Riserva Naturale Orientata Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto


La Riserva Naturale Orientata Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto è un’area protetta di oltre 4.500 metri, sul versante occidentale del Parco delle Madonia, affacciata direttamente sul Mar Tirreno.

La Riserva vanta paesaggi naturalistici pittoreschi e variegati in cui zone umide e verdeggianti lasciano il passo ad altre più  rupestri. Il complesso montuoso, in parte di origini vulcaniche, ha le sue vette maggiori sul Monte San Calogero (1300 metri) e Pizzo Trigna (1250 metri) da dove si potrà ammirare un paesaggio unico sui golfi di Palermo e Termini Imerese.

La Riserva

La flora presenta pochi esemplari di grandi alberi, con rare eccezioni di lecci e querce. Il paesaggio però è ben colorato di verde grazie alle ampie distese di erba e arbusti che ne hanno colonizzato le pareti dei monti. La fauna presente nella Riserva conta un buon numero di ricci, istrici, gatti selvatici e donnole mentre l’avifauna può contare sulla prestigiosa presenza dell’aquila reale.

Se siete interessati ad escursioni ed esplorazioni, nutrirete un interesse particolare per questi luoghi. Nella Riserva infatti si trovano tre diverse grotte (la grotta Mazzamuto, la grotta Brigli e la grotta Leone) in cui sono stati ritrovati tracce di insediamenti preistorici, oggetto di grande valore per gli appassionati.

Come arrivare

La Riserva naturale è facilmente raggiungibile da Palermo percorrendo l’autostrada A19 fino alla deviazione per Casteldaccia, subito dopo Bagheria. Da cui occorrerà prendere la Strada provinciale 16 in direzione sud, seguendo le indicazioni che portano a Ventimiglia di Sicilia. Prima di arrivare al paese una deviazione sulla sinistra vi condurrà all’ingresso della Riserva.

Riserva Naturale Orientata Serre della Pizzuta


Alle spalle di Palermo, la Riserva delle Serre della Pizzuta si estende su di una superficie di circa 400 ettari, al fine di salvaguardare l’habitat naturale di un piccolo agglomerato montuoso che ha nel Monte Pizzuta, a 1.333metri, la vetta più alta.

La Riserva

La vegetazione all’interno della Riserva è più rigogliosa ad alta quota, in cui ai pini del luogo sono stati affiancati altre tipologie di aghifoglie e piante di cedro, oltre ad eucalipti, acero e lecci. Da sottolineare la presenza di una pianta rara come la lingua cervina felce, superstite grazie alle particolari condizioni atmosferiche della Riserva.

Ad una fauna terrestre non particolarmente varia, dove sarà comunque possibile avvistare volpi e gatti selvatici, si compone una ricca avifauna, che conta tra gli altri l’aquila del bonelli, l’aquila reale e il falco pellegrino.

L’azione degli agenti atmosferici ha permesso la formazione di particolari cavità all’interno della Riserva come la Grotta del Garrone e la Grotta dello Zubbione, in cui si sono conservate particolari formazioni erbacee oggetto di vari studi scientifici. Anche queste grotte sono state in passato rifugio per l’uomo preistorico, come testimoniano i reperti archeologici ritrovati al loro interno.

Per chi vorrà fare un salto all’interno della Riserva, sarà possibile scoprirla attraverso sentieri di diversa difficoltà e durata, facilmente raggiungibili da Piana degli Albanesi: in primavera i percorsi vengono attorniati da distese infiorate che sprigionano un incredibile odore di natura che vi accompagnerà fino in cima.

Come arrivare

Uno degli ingressi principali della Riserva di Serre della Pizzuta è presso Piana degli Albanesi, raggiungibile da Palermo tramite la Strada Statale SS 624, uscendo alla deviazione di Villagrazia. Si continua quindi sulla Strada provinciale SP 5, fino a giungere a Piana degli Albanesi. Sul versate nord-ovest si troverete il principale accesso alla Riserva.

Riserva Naturale Orientata Foce del fiume Platani


Sul versante meridionale della costa di Sicilia, lo sbocco a mare del fiume Platani consente di ammirare un paesaggio naturale incontaminato, impreziosito dalla presenza di grandi uccelli migratori che sostano qui prima di riprendere il volo.

La Riserva

Istituita per salvaguardare questo tratto di costa, la Riserva si estende per oltre 200 ettari, in cui una fitta vegetazione tipica delle zone salmastre inonda di verde il paesaggio. Tra queste, il più bello da ammirare è il giglio marino.

Gli aironi e i cavalieri d’Italia sono ben rappresentati di numero, soprattutto durante i periodi di migrazione, rinfrescandosi nelle acque del fiume Platani.

La spiaggia, sormontata dal candido promontorio di Capo Bianco, corre fino alla località di Borgo Monsignore, rappresentando uno dei più bei litorali della costa meridionale.

Come arrivare

Dall’aeroporto “Falcone Borsellino” si trova a circa 2 ore. Imboccate l’autostrada A 29 che da Palermo conduce a Mazara del Vallo, uscite a Castelvetrano e proseguite per la SS 115 direzione Agrigento. Infine svoltate per la SS 386 direzione Ribera.